Claparède

by gabriella
Édouard_Claparède

Édouard Claparède (1832 – 1940)

Ginevrino, dopo essersi laureato in medicina nella città natale, si specializza in neurologia alla Salpetrière di Parigi.  I suoi interessi volgono però presto verso la psicopedagogia e nel 1901 promuve una conferenza alla Société médicale di Ginevra su la “scuola su misura”, mettendo in evidenza l’importanza dell’insegnamento individualizzato e della valutazione qualitativa delle attitudini del bambino.

Nel 1912, lo scienziato fonda a Ginevra, con Pierre Bovet, l’Istituto Jean-Jacques Rousseau, destinato a divenire il centro di coordinamento mondiale delle ricerche di psicologia evolutiva e delle esperienze educative attivistiche.

Il suo programma prefigura una scuola centrata funzionalmente sul fanciullo, con classi omogenee distinte per attitudini e capacità, separando i migliori dai più lenti nell’apprendimento; su classi mobili o sistema “senza classi”, così che l’allievo possa seguire lezioni di grado diverso secondo la sua abilità nella specifica disciplina, e su un sistema delle opzioni che permette all’allievo di frequentare il maggior numero di discipline congeniali, riducendo il numero di ore comuni a tutti.

Ciò realizza l’obiettivo della scuola su misura, funzionale alle esigenze del fanciullo e rispettosa delle differenze di profondità, maturità e ritmo d’apprendimento di ogni scolaro, nonché dei suoi interessi, secondo il modello della pedagogia attivista.

Per tali ragioni, Claparède, fonda la pedagogia sulla psicologia, convinto che l’efficacia dell’azione educativa dipenda dalla preparazione psicologica e dallo spirito scientifico degli educatori che, superata la didattica tradizionale e suoi fondamenti filosofici ed etici, si avvale di metodi idonei per organizzare ed analizzare le esperienze e i fenomeni e per attuare un insegnamento sperimentale individualizzato.

L’educatore deve quindi procedere a un’osservazione approfondita del comportamento e delle produzioni del fanciullo che lo renda capace di seguirne lo sviluppo psichico, anche avvalendosi di metodi di misurazione psicometrica dell’intelligenza.

Il principio su cui Claparède sviluppa la sua visione della scuola attiva è la rousseauiana legge del bisogno o dell’interesse: l’attività umana è sempre suscitata da un bisogno. Ma, di fronte al malinteso secondo cui la scuola attiva è ogni forma di educazione basata sull’attività del bambino, lo psicologo sostiene che, per risultare educativa, l’attività del fanciullo deve essere fondata sui suoi bisogni organici ed intellettuali. Poiché Claparède è convinto che il gioco non risponda al bisogno di evasione, ma di esercizio funzionale preparatorio del fanciullo, questo è lo strumento per avvicinare finalità educative e interesse dello scolaro, interesse e vita.


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