Il significato filosofico della psicanalisi

by gabriella
Salpêtrière

Pierre André Brouillet, Charcot spiega agli studenti il caso di Blanche Wittman, 1887

La rilevanza della psicoanalisi per la filosofia e le scienze umane consiste in una nuova definizione dell’uomo come soggetto, in una reinterpretazione della sintomatologia psicopatologica individuale e sociale, e infine in una revisione della stessa pratica terapeutica e medica in generale.

La psicoanalisi freudiana definisce il soggetto come elemento parziale del sistema psichico (in quanto connesso ad altre istanze quali l’Es e il super-Io), derivato e non originario (nasce infatti per differenziazione di uno strato dell’Es). La sintomatologia psicopatologica costituisce l’aspetto essenziale che testimonia precarietà e limitatezza del soggetto cosciente, il quale, lungi dall’essere padrone della propria consapevolezza ed espressività, è attraversato dalle manifestazioni dell’inconscio (lapsus, atti mancati, sogni, associazioni verbali ecc.).

La stessa concezione di normalità psicologica ed esistenziale viene messa in questione da queste tesi: l’anormalità psichica, infatti, non si configura più come una malattia di origine biologica o cerebrale, bensì come un disturbo nella realizzazione della personalità cosciente, che è sempre, in generale, un processo drammatico, difficile e angoscioso. Da ciò si ricava in primo luogo il costitutivo stato di sofferenza psichica dell’umanità, cosicché a rigore non esistono una normalità perfetta e un’integrazione definitiva del singolo nel contesto affettivo e sociale: si ricordino, al proposito, le tesi freudiane sulla “nevrosi dell’umanità” e sul “disagio della civiltà”.

In secondo luogo, proprio perché la sofferenza psichica non è una malattia concepibile come processo biologico indipendente, bensì consiste nel problema esistenziale del rapporto tra il soggetto, i suoi desideri inconsci e le norme operanti all’intemo del suo ambiente, il malato nel trattamento psicoanalitico non può essere oggetto di un’azione terapeutica gestita autoritariamente dal medico, bensì assume una sua autonomia: spetta al malato trovare una forma di integrazione nel proprio contesto sociale e di espressione e soddisfazione socialmente accettabile dei propri desideri. Rispetto a questi processi, la psicoanalisi pare avere una funzione più maieutica che direttiva.

Dal messaggio psicoanalitico provengono dunque fondamentali elementi di riflessione per la filosofia sui seguenti temi:
1. Parzialità e limiti della concezione filosofica del soggetto;
2. Costitutiva realtà del disordine psichico nell’uomo;
3. Relatività del concetto di normalità;
4. Deontologia non autoritaria della terapia.


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