Mahmoud Darwish, Carta d’identità

by gabriella
Mahmoud Darwish (1941-2008)

Mahmoud Darwish (1941-2008)

Mahmoud Darwish, tra i massimi poeti del mondo arabo, era nato ad Al-Birwa, un villaggio palestinese distrutto dall’esercito israeliano durante la Nakba. Fuggito in Libano con la famiglia per sottrarsi alle persecuzioni sioniste, era tornato in patria, divenuta Israele, da clandestino, dedicando tutta la sua produzione artistica alla guerra, all’oppressione e all’esilio. Arrestato più volte come immigrato senza documenti e per aver recitato le sue poesie in pubblico, aveva finito per vivere da esule dapprima in Unione Sovietica, poi in Egitto, in Libano, Giordania, Cipro e, infine, la Francia.

Eletto membro del parlamento dell’Autorità Nazionale Palestinese, poté far visita ai suoi parenti solo nel 1996, anno in cui, dopo 26 anni di esilio, aveva ottenuto il primo permesso da Israele. E’ morto a Houston (Texas), dove si era recato per operarsi al cuore, il 9 agosto 2008.

Ricordate!
Sono un arabo
E la mia carta d’identità è la numero cinquantamila
Ho otto bambini
E il nono arriverà dopo l’estate.
V’irriterete?

Ricordate!
Sono un arabo,
impiegato con gli operai nella cava
Ho otto bambini
Dalle rocce
Ricavo il pane,
I vestiti e I libri.
Non chiedo la carità alle vostre porte
Né mi umilio ai gradini della vostra camera
Perciò, sarete irritati?

Ricordate!
Sono un arabo,
Ho un nome senza titoli
E resto paziente nella terra
La cui gente è irritata.
Le mie radici
furono usurpate prima della nascita del tempo
prima dell’apertura delle ere
prima dei pini, e degli alberi d’olivo
E prima che crescesse l’erba.
Mio padre… viene dalla stirpe dell’aratro,
Non da un ceto privilegiato

e mio nonno, era un contadino
né ben cresciuto, né ben nato!
Mi ha insegnato l’orgoglio del sole
Prima di insegnarmi a leggere,
e la mia casa è come la guardiola di un sorvegliante
fatta di vimini e paglia:
siete soddisfatti del mio stato?
Ho un nome senza titolo!

Ricordate!
Sono un arabo.
E voi avete rubato gli orti dei miei antenati
E la terra che coltivavo
Insieme ai miei figli,
Senza lasciarci nulla
se non queste rocce,
E lo Stato prenderà anche queste,
Come si mormora.

Perciò!
Segnatelo in cima alla vostra prima pagina:
Non odio la gente
Né ho mai abusato di alcuno
ma se divento affamato
La carne dell’usurpatore diverrà il mio cibo.
Prestate attenzione!
Prestate attenzione!
Alla mia collera
Ed alla mia fame!


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