Monica Centanni, Xenos

by gabriella

Chi posso in generale riconoscere come mio nemico? Evidentemente soltanto colui che mi può mettere in questione […] E chi può mettermi realmente in questione? Solo io stesso. O mio fratello. Ecco. L’Altro è mio fratello. L’Altro si rivela fratello mio, e  il fratello mio nemico. […] Ci si classifica attraverso il proprio nemico. […] Il nemico è la figura del nostro proprio problema.

Carl Schmitt, Il nomos della terra


No Comments to “Monica Centanni, Xenos”

  1. avendo citato altrove Schmitt, sono venuto a cercarmi i tuoi post che lo citano…

    Comincio questo commento, che è piuttosto una glossa con note a margine, affermando di nuovo la tragica grandezza del Nostro e del suo pensiero. La citazione in apertura mi ricorda curiosamente il libro di Thomas Mann “l`eletto” (se non erro, scritto poco dopo la guerra) nel quale proprio l`amore per l`altro-se` stesso conduce ripetutamente alla tragedia. Libro, peraltro, ambientato proprio in epoca medievale.
    Non so se lo conosci, ma non voglio rovinarti la curiosità….
    Ma forse dovrei pensare anche a Camus.

    La pagina della Centanni, invece, mi richiama alla mente il pensiero kantiano del diritto cosmopolitico, che Kant concepisce proprio come diritto all`ospitalità per lo straniero… corsi e ricorsi della storia?
    Fra l`altro, doveroso notare come il pensiero di Kant si formi in un`epoca nella quale si era ormai affermata la frammentazione dell`Europa dopo il crollo dell`universalità religiosa cristiana, insomma, in un`epoca nella quale il concetto di straniero ha assunto un significato (nazionale) prima (quasi) sconosciuto in Europa.

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