Nella Russia subartica gli ultimi Neanderthal

by gabriella

La scoperta di un kit di utensili indicherebbe che la specie sia sopravvissuta più a lungo – e più a nord – di quanto si pensava. Gli attrezzi scoperti di recente (nel riquadro) fanno pensare che i Neandertal europei si spinsero più a nord dell’area che finora si riteneva avessero abitato.

Un gruppo di Neandertal potrebbe essere sopravvissuto più a lungo del resto della loro in un remoto avamposto nella Russia settentrionale: lo rivelerebbe la scoperta nell’area di un kit di strumenti litici.

Il luogo del ritrovamento, situato sugli Urali,

“potrebbe essere stato l’ultimo rifugio dei Neandertal”,

afferma il responsabile della ricerca Ludovic Slimak, archeologo della Université de Toulouse le Mirail in Francia. I Neandertal dominarono l’Europa per circa 200.000 anni, finché gli uomini moderni (Homo sapiens) iniziarono a diffondersi nella regione, circa 45.000 anni fa. Le due specie probabilmente condivisero per qualche tempo il territorio, ma ciò che accadde in quell’arco di tempo, quanto durò la convivenza e perché alla fine Homo sapiens ebbe la meglio resta un mistero.

(Vedi anche: Siamo tutti un po’ Neandertal)Le testimonianze archeologiche ritrovate finora collocavano gli ultimi avamposti neandertaliani nella penisola iberica.
“Non a caso, è stato proprio in zone ‘marginali’ che i Neandertal sono sopravvissuti più a lungo”,
dice il paleontologo Erik Trinkaus, della Washington University di St. Louis, Missouri, che non ha preso parte allo studio.Ora però, le centinaia di strumenti in pietra rinvenuti a Byzovaya, un sito russo alla stessa latitudine dell’Islanda, potrebbero ridisegnare la mappa della diffusione del Neandertal in Europa.

La datazione ricavata dalle ossa dei mammut macellati e dai granelli di sabbia associati con gli strumenti indica che l’insediamento era ancora occupato circa 33.000 anni fa. I materiali sono stati datati sia al radiocarbonio sia con la tecnica della luminescenza, che indica il momento in cui un oggetto è stato esposto per l’ultima volta alla luce solare. Finora si riteneva che 33.000 anni fa tutti i Neandertal fossero già morti. Gli strumenti di Byzovaya però concordano con quelli realizzati e utilizzati da molti Neandertal, un caratteristico set di raschietti e punte di selce ottenuto battendo le pietre l’una contro l’altra: la cosiddetta industria musteriana.

Anche se gli attrezzi sono caratteristici dei Neandertal, ciò non significa che gli abitanti di Byzovaya appartenessero a questa specie: nel sito, che viene esplorato già dagli anni Sessanta, non sono stati trovati resti né neandertaliani né di Homo sapiens. Slimak però sottolinea che, in Europa, attrezzi di questo tipo sono stati recuperati solo in siti neandertaliani, tutti più antichi di quello di Byzovaya.

“Cosa troviamo nel resto d’Europa in questo periodo? Società umane moderne e niente industria musteriana”,

risponde lo studioso. Come sito neandertaliano, prosegue Slimak, Byzovaya sarebbe degno di nota non solo per la sua “giovane” età, ma anche per la sua posizione: circa 1.000 chilometri a nord dell’area che finora si riteneva abitata dalla specie. I Neandertal di Byzovaya, sostiene lo studioso, avevano dunque trovato un modo di adattarsi al clima gelido della zona.

“Con questi strumenti, questi uomini vissero in un paesaggio artico in un periodo in cui tutta l’Europa era molto, molto fredda”, spiega.

Ma, avverte Trinkaus, gli attrezzi da soli non bastano a dimostrare senza ombra di dubbio che il sito fosse abitato da neandertaliani e non da Homo sapiens.

“Come notano gli stessi autori dello studio, bisogna stare molto attenti a non attribuire l’uso di certi attrezzi a una specie piuttosto che all’altra, specie se ci occupiamo del periodo di transizione dal dominio dei Neandertal a quello degli uomini moderni”,

precisa lo studioso della Washington University. Ad esempio, è noto che Homo sapiens usò attrezzi di fattura neandertaliana nel Sud-ovest dell’Asia; quindi, la presenza di certi strumenti non è una prova definitiva del fatto che un sito fosse occupato dai Neandertal. Slimak ribatte che, anche se si dovesse accertare che gli attrezzi di Byzovaya sono stati prodotti da Homo sapiens, la scoperta sarebbe comunque entusiasmante: sarebbe la prima prova del fatto che in Europa gli uomini moderni continuarono a utilizzare una tecnologia neandertaliana ben oltre la scomparsa dei Neandertal.

In ogni caso, le nostre conoscenze sulla transizione tra le due specie restano molto confuse, e lo resteranno a lungo. Lo stesso Slimak afferma che, per quanto riguarda la preistoria dell’uomo, gran parte dell’Eurasia resta inesplorata.

“Aspettiamoci qualche sorpresa dalle prossime ricerche scientifiche”, conclude.

Lo studio sugli attrezzi neandertaliani è stato pubblicato sulla rivista Science.

(16 maggio 2011)

Tratto da nationalgeographic.it


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