Scuola ed emancipazione sociale dall’altra parte del mondo

by gabriella

anandAnand, 11 anni, ogni giorno quando torna da scuola va a fare lezione ai bambini più poveri. «Sogno di aprire delle biblioteche, così l’India diventerà una nazione prospera e istruita». La visione emancipativa dell’istruzione in India, tra nazionalismo, filantropia e consapevolezza del valore del sapere. Tratto da La Stampa.

Anand Krishna Mishra è un bambino di 11 anni che quando torna a casa da scuola smette i panni dell’allievo per indossare quelli del maestro. Arriva da un angolo remoto del pianeta, il distretto indiano di Lucknow, a Sud Est di New Delhi, eppure la sua storia ha gli echi di una fiaba universale.

Anand è fortunato, appartiene alla classe media. I suoi genitori, entrambi impiegati nell’ufficio di polizia, gli hanno trasmesso il valore della cultura e dell’istruzione. Ha una bella casa e va a scuola mentre quasi tutti gli altri bambini del suo villaggio vivono tra i rottami e la sporcizia delle bidonville o sono costretti al lavoro minorile.  

Perché abbia deciso di trascorrere i suoi pomeriggi a insegnare informatica, matematica e inglese negli slums piuttosto che guardare i cartoni animati o giocare ai videogiochi, lo spiega suo papà Anoop:

«Quattro anni fa abbiamo fatto un viaggio nello Stato centro-occidentale di Maharashtra e abbiamo visto un bimbo seduto in un angolo a studiare. Ogni volta che nel tempio iniziavano le preghiere, correva dentro e dirigeva i canti. Poi tornava nel suo cantuccio e riprendeva a leggere. Aveva i vestiti strappati e ci siamo avvicinati per lasciargli qualche moneta, ma lui ha rifiutato. Noi abbiamo insistito per aiutarlo, così ci ha chiesto di procurargli piuttosto dei libri, che abbiamo comprato in un negozio lì vicino. È questo l’episodio che ha cambiato la vita del nostro bambino».

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Daniel, il bimbo filippino che fa i ciompiti alla luce di un lampione

Appena rientrato a casa Anand ha iniziato ad avvicinare piccoli gruppi di bambini.

«Cercavo di farli appassionare con storie interessanti, organizzavo giochi per non farli annoiare e rendere l’apprendimento divertente». I gruppi pian piano sono cresciuti e oggi nei corsi pomeridiani di Anand si contano oltre cento studenti. Ogni lezione si conclude con l’inno nazionale: «Credo che li aiuti ad acquisire consapevolezza del proprio ruolo nella società e a crescere come cittadini responsabili».

Ma non basta. Ora il bambino-maestro progetta di aprire alcune biblioteche nelle città e nei villaggi del suo distretto, coinvolgendo le altre famiglie benestanti della zona.

«Sono certo che con piccoli passi come questo l’India diventerà presto una nazione prospera e con un elevato tasso di scolarizzazione».

Anand è soltanto un bambino, ma ragiona già come adulto. E per una volta questo è soltanto un bene.

 


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