Posts tagged ‘profughi’

Febbraio 9th, 2019

10 febbraio, il giorno di quale ricordo?

by gabriella

Due lavori storici e due interviste sui fatti commemorati da quello che è stato istituito come “giorno del ricordo”, un ricordo sempre parziale e personale, più che una memoria fatta di ricostruzione e comprensione.

Il primo è del triestino Lorenzo Filipaz che decostruisce ventiquattro concetti chiave del modo di raccontare le foibe e l’esodo giuliano-dalmata; l’altro, curato dal blog didattico avanguardiedellastoria, raccoglie documenti testuali e audiovisivi per una lezione sui fatti di guerra del confine orientale.

In coda due interviste a Boris Pahor e Claudia Cernigoi.

 

Indice

1. Lorenzo Filipaz, #Foibe o #esodo

1.1 Cosa si commemora veramente nel «Giorno del Ricordo»?
1.2 L’irredentismo non è forse solo un ideale o un’innocua nostalgia?
1.3 Perché la «Giornata della memoria» va bene e il «Giorno del ricordo» no?
1.4 Dovremmo ritornare a non parlarne, continuando il “silenzio assordante”?
1.5 E allora le foibe???
1.6 Ma… l’esodo non fu una fuga dalle foibe?
1.7 Cosa cambia tra “foibe istriane” e “foibe giuliane”?
1.8 Ma… non furono infoibati decine di migliaia di italiani?
1.9 Il numero è così importante?
1.10 Ma, aldilà del numero, in Istria non furono infoibati «solo perché italiani»?
1.11 Gli istriani italofoni erano dunque tutti fascisti?
1.12 E’ vero che furono epurati anche antifascisti italiani?
1.13 Che senso ha distinguere gli infoibati dai morti nei campi di prigionia jugoslavi?
1.14 Non fu espansionismo slavo? E l’annessione dell’Istria e la «corsa per Trieste» come si spiegano?
1.15 Ma il regime Jugoslavo non voleva «sbarazzarsi degli italiani»? L’ha ammesso anche Gilas!
1.16 Per quale ragione il regime jugoslavo avrebbe voluto trattenere gli italiani?
1.17 Ma l’Italia non aveva interesse a mantenere gli italiani nella Zona B?
1.18 E quanti furono gli esuli?
1.19 Perché si sente ripetere la cifra di 350.000?
1.20 Ma che siano stati 250.000 o 350.000 cosa cambia?
1.21
 Perché le associazioni degli esuli sarebbero così nazionaliste?
1.22 Quindi gli esuli furono obbligati ad essere nazionalisti?
1.23 Ma gli esuli esistono ancora? Quali e quanti soci ormai contano le loro associazioni?
1.24 Cosa leggere per capire l’esodo?

 

2. AVANGUARDIEDELLASTORIA, Il giorno di quale ricordo?

2.1 Una doverosa premessa
2.2 I materiali

 

3. Incontro con Boris Pahor

4. Intervista a Claudia Cernigoi, Foibe tra storia e mito

 

1. Lorenzo Filipaz, L’esodo istriano, le foibe

«Il vero guaio è che gli sciocchi la violentano, la vita, specie quella altrui, illusi di togliere la complicazione.»
Giulio Angioni, Gabbiani sul Carso

Febbraio: Come ogni anno mi preparo alla valanga di imposture che si accompagna al cosiddetto Giorno del Ricordo. Capi di stato, di governo e di partito di qualsivoglia colore faranno a gara a chi la spara più grossa o a chi intona più forte la solita solfa. Vediamo quest’anno a che altezza arriva l’asta degli infoibati, e se è un’annata buona possiamo contare su un bell’incidente diplomatico.

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Aprile 4th, 2015

Saharawi

by gabriella

Un reportage de La Stampa dai campi profughi Saharawi allestiti in pieno deserto dal Marocco che ha occupato il Sahara occidentale, recintato le terre ricche di acqua e giacimenti ed esiliato quattrocentomila saharawi esercitando su di loro un controllo durissimo, fatto di dipendenza alimentare, mine, repressione.

Quando ventitre anni fa Bechir accettò, come tutti i suoi commilitoni dell’Esercito di Liberazione Popolare Saharawi (ELPS), di riporre in un cassetto le armi e mettere un punto a una guerra ventennale combattuta contro il Marocco per la liberazione del Sahara Occidentale lo fece non senza qualche dubbio. Sapeva che la via diplomatica sarebbe stata ricca di insidie e ostacoli, ma sperava che l’impegno della comunità internazionale avrebbe potuto portare a dei risultati concreti, senza più spargimenti di sangue.

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