Posts tagged ‘sindacato’

21 Ottobre, 2012

Lo sciopero degli insegnanti di Chicago

by gabriella

Alcuni colleghi mi hanno chiesto di reperire informazioni sul vittorioso sciopero degli insegnanti di Chicago. Ecco un articolo in cui si evidenzia come, benché avesse ottenuto ciò che chiedeva, il Chicago Teachers Union che ha promosso lo sciopero di due settimane degli insegnanti abbia rifiutato a lungo di ripristinare le regolari lezioni (il pensiero corre veloce a C.G.I.L.).

Il sindaco di Chicago contro gli insegnanti in sciopero

L’accordo tra le parti è praticamente fatto ma i sindacati hanno deciso di continuare la protesta: Rahm Emanuel ha minacciato di rivolgersi a un tribunale

È iniziata oggi a Chicago (17 settembre 2012) la seconda settimana di sciopero per 26 mila insegnanti. Lo sciopero è stato deciso dopo il fallimento dei negoziati su alcune riforme proposte dal sindaco della città Rahm Emanuel, ex capo dello staff di Barack Obama. La protesta coinvolge da lunedì 10 settembre circa 350 mila studenti e ora il sindaco della città, al quale di fatto compete la responsabilità diretta di tutto il sistema (l’amministratore delegato che guida il distretto scolastico di Chicago, infatti, fa riferimento alla giunta comunale e in ultima istanza al sindaco), ha detto che si sarebbe presto rivolto a un tribunale per mettere immediatamente fine a uno sciopero che «mette in pericolo la salute e la sicurezza» degli studenti e delle studentesse:

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21 Ottobre, 2012

Unite The Union e C.G.I.L

by gabriella

Questo é Unite, il sindacato britannico guidato da Len McCluskey che ieri ha contestato il Labour Party per l’acquiescenza alle politiche di Cameron. Unite The Union é capace di mobilitazioni oceaniche e incisive (20 ottobre 2012: A Future That Works), ma anche di comunicazione efficace:

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Questa invece è la C.G.I.L. di Susanna Camusso ieri a Roma tra entertainement e lamentazioni: nessun richiamo ai partiti che stanno sostenendo le politiche recessive in Italia.

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13 Agosto, 2012

Ilva, non di sola morte

by gabriella

Il ricatto e l’oppressione quotidiana dentro e fuori la fabbrica, nell’intervista realizzata da David Cobbe, Devi Sacchetto e Luca Cobbe, a un operaio dell’Ilva di Taranto. In coda l’articolo del Fatto quodiano sulle intercettazioni e il coinvolgimento della Regione Puglia nella costruzione del silenzio sul disastro.

Cataldo Ranieri ci dà appuntamento in un piazzale, alle otto di sera, in uno dei tanti baracchini in cui si mangiano le pucce tarantine. La nostra intervista dovrebbe svolgersi prima della riunione del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti, ma ben presto si tramuta in una sorta di chiacchierata collettiva con circa trenta persone che, a nostro avviso, mostrano bene le diverse sfaccettature di questo movimento ancora in fasce. L’incontro avviene il 9 agosto, cioè il giorno prima che il giudice per le indagini preliminari di Taranto, Patrizia Todisco, notificasse all’Ilva che il risanamento va fatto a fuoco spento. Colpisce come l’onnipotente governo tecnico sia messo in crisi dalla decisione tecnica di una funzionaria burocratica. Improvvisamente la decisione politica torna a essere occasionale e in deroga alle regole. E’ persino divertente che il provvedimento di ieri esautori Bruno Ferrante, scelto affinché la sua faccia tecnico-burocratica nascondesse quella del padrone interessato solo al profitto. Ma più che sulle sventure tecniche dei vari livelli di governo tecnico della crisi, o sul ruolo della magistratura che, immaginiamo, abbia ancora molto altro da indagare, ci interessava cominciare a ragionare sulla condizione operaia in Italia, a partire da quanti sembrano esprimere nuove forme di soggettività dentro e fuori le fabbriche.

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