Tema di scienze umane. La libertà ben regolata di Rousseau

by gabriella

Jean-Jacques Rousseau (1712 – 1778)

È molto strano che, da quando ci si occupa di educare fanciulli, non si sia immaginato altro strumento per guidarli che l’emulazione, la gelosia, l’invidia, la vanità, l’avidità, il vile timore, tutte le passioni più dannose, più pronte a fermentare e più adatte a corrompere l’anima anche prima che il corpo sia formato.

Ad ogni insegnamento precoce che si vuol far entrare nella loro testa, si pianta un vizio nel fondo del loro cuore; istitutori insensati pensano di fare meraviglie quando li rendono cattivi per insegnar loro cos’è la bontà; e poi ci dicono gravemente: «Tale è l’uomo». Si, tale è l’uomo che voi avete fatto.

Si son tentati tutti gli strumenti, fuorché uno, e precisamente il solo che può riuscire: la libertà ben regolata.

Il candidato, avvalendosi anche della lettura e dell’analisi dei documenti riportati, spieghi la critica alla società e all’educazione tradizionale svolta da Rousseau nella prima parte del testo, indicando poi cosa intenda per “libertà ben regolata”, utilizzando i concetti di educazione negativa ed educazione positiva.

 

Schema

  1. Leggere attentamente i primi due paragrafi e porre mente alla critica di Rousseau alla società e all’educazione tradizionale (consultare il dizionario se ci sono termini ignoti);
  2. Esporle concludendo con un commento all’ironica osservazione di R. “Tale è l’uomo….”;
  3. Iniziare a spiegare il concetto di “libertà ben regolata” esponendo sinteticamente la pedagogia dell’Emilio: cioè cosa bisogna fare e non fare e perché nelle fasi della crescita scandite dall’opera;
  4. Legare gli argomenti in modo organico, rileggendo e modificando fino a quando l’insieme raggiunge una sua coerenza.

 

  1. Rousseau sostiene che la società è un groviglio di corruzione delle qualità originarie dell’uomo e di diseguaglianze. L’educazione tradizionale modella il bambino sulla base di queste premesse, fatte di stimoli sbagliati e indicazioni fuorvianti che sviluppano nell’individuo qualità non legate alla sua natura, ma alla perversione della sua natura. Come nota, Rousseau, per educarli si fa leva sulla competizione, sui risultati, sui voti, ottenendo così ragazzi invidiosi, rancorosi, ostili, vanitosi se riescono, rabbiosi se falliscono.
  2. Contemplando tale disastro formativo, i maestri tradizionali inveiscono contro la natura umana che pretendono debole e difettosa, senza rendersi conto di essere stati essi stessi gli artefici di tale mostruosità: al loro«Tale è l’uomo», Rousseau risponde appunto: Si, tale è l’uomo che voi avete fatto.
  3. La libertà ben regolata di cui parla l’autore non è altro che un’educazione attenta allo sviluppo naturale del bambino, al quale si propone ad ogni tappa della crescita ciò che è necessario: il non contrarre abitudini quando è molto piccolo, il porlo di fronte alla dura necessità delle cose invece che sotto l’autorità di un adulto quando è più grande, ma ancora non capace di ragionamento, ecc. In sintesi, è il farlo crescere nella libertà e nella consapevolezza, grazie a esperienze formative che gli mostrino che lui non è padrone delle cose né delle altre persone e che dunque la sua libertà non include l’arbitrio e la prepotenza verso gli altri.

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