Capitale e vizi capitali

by gabriella

Una delle cose che colpisce chi legge della protesta degli Occupy Wall Street è che questi giovani americani dicono di essere stanchi dell‘”avidità” dei banchieri. Ora, l'”avidità” è un vizio, una qualità umana della quale sarebbe portatrice l’1% ricco degli esseri umani. Ma come fanno le azioni di questa infima minoranza a condizionare la vita del 99%? E’ qualche secolo che i ricchi hanno inventato un sistema di regole che lavora per produrre questi risultati. Marx lo chiamò “capitale”, oggi lo chiamiamo “sistema di mercato” o di “libero scambio”.

Nell’interpretazione di Gordon Gekko (Wall Street, 1987): “è tutta questione di soldi ragazzo, il resto è conversazione”. “Il più ricco 1% del paese possiede la metà della ricchezza del paese: 5 trilioni di dollari […] C’è il 90% degli americani che non possiede niente o quasi, io non creo niente, io posseggo e noi facciamo le regole, le notizie, le guerre, la pace, le carestie, le sommosse, il prezzo di uno spillo, tiriamo fuori conigli dal cilindro mentre gli altri seduti si domandano come accidenti abbiamo fatto, non sarai tanto ingenuo da credere che noi viviamo in una democrazia, è vero Buddy? E’ il libero mercato”.

Forse è questo “capitale” a impoverire il mondo, non i “vizi capitali“. Scambiare il Leviathano con un gruppetto di cattivi soggetti è un errore da matita rossa.


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