Posts tagged ‘Wall Street’

Agosto 16th, 2014

Wall Street, The Song of the Meal

by gabriella

The Song of The Meal è cantata dai broker Mark Hannah e Jordan Belfort durante il pranzo del primo giorno di lavoro di Belfort a Wall Street, una scena di The Wolf of Wall Street (magistralmente interpretata da Matthew McConaughey) realizzato da Martin Scorzese nel 2013 dall’autobiografia di Jordan Belfort.

Il nome di questo autentico canto tribale del broker viene dall’invito di Hannah al giovane collega “to fuck the client” e “put the meal on the table”.

In questa preziosa testimonianza etnografica dello stile di vita del potere finanziario emerge la consapevolezza di esistere per frodare il cliente, di fare soldi per i soldi e di non creare nulla, ma essere agenti della perpetua rivoluzione del fake che Hannah battezzafugazi“, con i soli alleati di «cocaine» and «sex addictions».

La versione italiana è, eventualmente, qui nel pessimo doppiaggio realizzato, all’originale ho aggiunto i sottotitoli in italiano [cliccare su sottotitoli per avviarli].

Tootski?

Oh, no. Thank you, though.

Mr. Hanna, what can I bring for you on this glorious afternoon?
Well, Hector, here’s the game plan. You’re gonna bring us two Absolut martinis.You know how I like them. Straight up. And then precisely seven and one half minutes after that, you’re gonna bring us two more. Then two more after that every five minutes until one of us passes the fuck out.

Excellent strategy, sir.
I’m good with water for now.
Thank you.

It’s his first day on Wall Street. Give him time.

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Febbraio 24th, 2013

Breve storia del denaro

by gabriella
rete

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Nel 2013, Passioni di Radiorai3, ha dedicato dieci puntate alla storia del denaro e all’evoluzione della finanza. Nel post le puntate e qualche approfondimento per un prossimo utilizzo didattico.

Quand balayez-vous tout ça, d’un coup de pied?
À quoi bon? vous vous démolissez bien vous-mêmes.

Quando spazzerete via tutto?
A quale scopo? Vi distruggerete da soli.

Émile Zola, L’argent [frammento del colloquio tra il banchiere Saccard e il rivoluzionario “pantofolaio” Sigismond]

wall streetIl programma è iniziato con una citazione dal romanzo di Émile Zola, Il denaro [L’argent], storia di una grande speculazione nella Parigi di fine 800, che per la sua modernità si presta a spiegare il funzionamento dell’economia e delle sue disfunzioni ieri e oggi.

Sempre nella prima puntata, il film del 76′, Quinto potere di Sidney Lumet racconta il dominio del mondo della finanza sulla politica e sull’economia tradizionale.

Nelle puntate successive sono stati citati altri film, da Wall street a The bank, il nemico pubblico n.1, che già nel 2001 affrontava il tema dei derivati; e romanzi, da Furore di John Steinbek a Libertà di Jonathan Franzen, per raccontare l’economia americana fino nella crisi dei mutui subprime.

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Ottobre 16th, 2011

Capitale e vizi capitali

by gabriella

Una delle cose che colpisce chi legge della protesta degli Occupy Wall Street è che questi giovani americani dicono di essere stanchi dell‘”avidità” dei banchieri. Ora, l'”avidità” è un vizio, una qualità umana della quale sarebbe portatrice l’1% ricco degli esseri umani. Ma come fanno le azioni di questa infima minoranza a condizionare la vita del 99%? E’ qualche secolo che i ricchi hanno inventato un sistema di regole che lavora per produrre questi risultati. Marx lo chiamò “capitale”, oggi lo chiamiamo “sistema di mercato” o di “libero scambio”.

Nell’interpretazione di Gordon Gekko (Wall Street, 1987): “è tutta questione di soldi ragazzo, il resto è conversazione”. “Il più ricco 1% del paese possiede la metà della ricchezza del paese: 5 trilioni di dollari […] C’è il 90% degli americani che non possiede niente o quasi, io non creo niente, io posseggo e noi facciamo le regole, le notizie, le guerre, la pace, le carestie, le sommosse, il prezzo di uno spillo, tiriamo fuori conigli dal cilindro mentre gli altri seduti si domandano come accidenti abbiamo fatto, non sarai tanto ingenuo da credere che noi viviamo in una democrazia, è vero Buddy? E’ il libero mercato”.

Forse è questo “capitale” a impoverire il mondo, non i “vizi capitali“. Scambiare il Leviathano con un gruppetto di cattivi soggetti è un errore da matita rossa.

Luglio 18th, 2011

The Richter Scales, Here Comes Another Bubble

by gabriella

Mentre aspettiamo la riapertura delle borse, sorta di giudizio divino del 21° secolo, possiamo tornare con la mente ai momenti felici in cui solo spregiudicati investitori o qualche incauto risparmiatore potevano temere il muggito di Wall Street. Allora la borsa crollava ancora per lo scoppio della bolla di turno, dotcom (2001), subprime (2008) e non per la vampirizzazione dei debiti sovrani:

“here comes another bubble, it’s the monster rally all around the valley”

La parodia dei Richter Scales ha ispirato ad altri creativi la voglia di spiegare ai mortali perchè l’economia finanziaria di mercato produce montagne di soldi mentre desertifica i dintorni di Wall Street: Wall Street Meltdown

 


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