Fabri Fibra, o della poetica neofascista

by gabriella

Fabri FibraVenerdì 17, Su le mani, Non fare la puttana, Zoccole. La cantica del senso comune più degradato sale dalle periferie e si aggrega intorno a temi di genuina reazione: l’odio per le donne, l’omofobia, la frustrazione impotente, l’aggressività idiota, il ripiegamento sul piccolo gruppo e l’insofferenza per gli outsider.

Non conservatevi, datela a tutti anche ai cani, se non me la dai io te la strappo come Pacciani.
Giro in casa con in mano questo uncino, ti ci strappo le ovaie e che cazzo me le cucino!
Questa classica sfigata che va in cerca di attenzione e finirà un giorno stuprata nel bagno della stazione,
così ‘sta ritardata dopo i primi due cannoni si addormenta e non si accorge che le tolgo i pantaloni.
Le ragazze sono così, sono tutte molto strane, si dividono in due gruppi: le mignotte e le puttane.

Il sentire dei liquami sociali costruisce così la poetica del risentimento paranoide che trova espressione nel rap di Fabri Fibra, il quale ha dichiarato (piuttosto consapevolmente) “faccio il rap per i maiali”.

Su di lui leggo in rete critiche sdegnate, difese demenziali o appelli a un’equivocata libertà d’espressione. Niente che si avvicini a un’intelligenza minima del fenomeno, cioè della reazione, ciò che Nietzsche chiamava il «pensare bassamente» e che ha descritto nel racconto dell’incontro di Zarathustra con la propria caricatura (la scimmia):

[Zarathustra] arrivò anche alle porte della grande città: ma qui un pazzo, colla bava alla bocca, gli corse incontro con le braccia aperte e gli attraversò il cammino. Era quello stesso che il popolo chiamava «la scimmia di Zarathustra»: giacché si era appropriato alcunché del suo stile e della sua inflessione di voce, e toglieva anche volentieri molte cose a prestito dalla sua sapienza.

 Questo è il giudizio che su di lui (sulla scimmia o, se si preferisce, sul porco a cui Fabri Fibra si ispira) esprime Zarathustra:

«Dall’amore soltanto deve uscire il mio disprezzo e il
mio uccello augurale; ma non dalla palude!
Ti si chiama la mia scimmia, o pazzo furioso: ma io ti
chiamo il mio maiale grugnente, – col grugnire mi guasti
il mio elogio della pazzia.

[…] – sedesti allora presso queste lordure, per aver un pretesto a grugnire,
– per avere un pretesto a molta vendetta! la vendetta è infatti tutta la tua schiuma,
o pazzo vanitoso; io t’indovinai bene!
Ma il tuo folle discorso mi urta anche quando hai ragione!
E se la parola di Zarathustra avesse pur mille ragioni, tu, con la mia parola,
commetteresti sempre un torto!»

Così parlò Zarathustra; poi guardò la grande città, sospirò, ed a lungo si tacque.
Alla fine disse così: Mi disgusta anche questa grande città, non questo pazzo soltanto. Tanto qui come là non v’è nulla da rendere peggiore.

Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra


10 Responses to “Fabri Fibra, o della poetica neofascista”

  1. Salve prof, guardi che ciò che viene detto qui su fabri fibra è completamente sbagliato, dichiarazioni prese suppongo da “giornalisti” troppo alla leggera e modificate… capita troppo spesso in questo paese. Le consiglio di vedere qualche sua intervista televisiva su questi testi e il significato che ci sta dietro, che dietro parole al primo sguardo brutte e volgari c’è un mondo, molto vicino (si stupirà) al suo.

    • Radek, lascia pure il tuo commento su Venerdì 17, Su le mani, Non fare la puttana, Zoccole, possiamo parlarne.

    • Ciao Radoslaw,
      ho trovato questo post mentre cercavo di capire perchè Fibra è considerato un poeta,un artista etc.
      A me sembra di una banalità assoluta,sono i discorsi che si fanno nell’adolescenza (odio tutti,che schifo il posto fisso,che schifo la famiglia,le donne sono tutte puttane,fare esperienza vuol dire strafarsi di droghe etc.)
      Oppure,semplicemente,lo sfogo di uno che ha avuto tanti problemi (non superati) e che pensa che tutti abbiano una vita di m…a come la sua
      Attendo di conoscere la tua opinione,sopratutto per capire come il “suo” mondo possa essere vicino al mio ed a quello di tanti ragazzi che lo seguono
      Insomma,cosa c’è di buono in Fabri Fibra?

      • Mentre aspettiamo che Radek dica la sua, suggerisco: è la parvenza della critica che avvince (per la critica ci vogliono mezzi veri, fare finta è più popolare).

        • Già,
          criticare è facile,cambiare le regole e lo status che critichi è difficile…..(sopratutto se poi vivi a pieno titolo in questo ambiente e fai propri i suoi valori,facendo attenzione a che nessuno dei tuoi fan se ne accorga!!)
          Al personaggio in questione (come ad altri pifferai magici del resto),manca la coerenza di comportamento.
          Mi interessava però il parere di Radek perchè è un fan,magari può aiutarmi a vedere cose che non vedo,magari qualcosa di buono c’è….

  2. Tali immagini non vanno interpretate in modo letterale se utilizzate all’interno di un testo rap o in qualsiasi forma d’arte come nel cinema. Secondo me non si può accostare a una poetica neofascista anzi a tutt’altro.

    • E’ senz’altro giusto interpretare in modo non letterale, soprattutto un prodotto artistico, ma un’interpretazione può essere formulata. Quale idea del mondo, delle donne, degli stranieri, del rapporto tra sessi vengono messi in scena dall’autore?

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