Insecurity, incertainty, insafety, l’intepretazione di Bauman

by gabriella

Ne La società del rischio, Ulrich Beck ha descritto la centralità  del rischio e la sua morfologia nella società contemporanea, distinguendo all’interno del senso di insicurezza che pervade l’individuo l’insecurity, l’incertainty e l’insafety. In un’intervista del 2002, Bauman ne ha offerto un’interessante interpretazione.

Viviamo in un’era in cui quando accade un qualche mutamento, la sensazione dominante, la fonte di ansietà o di disagio dominante, deriva dal fatto che bisogna fare qualcosa. Questa è incertezza. Ma attenzione, soltanto gli inglesi hanno tre termini per spiegarne il significato.

I tedeschi ne hanno solo uno che significa tutto. Gli italiani ne hanno due incertezza e insicurezza. Ecco, questi sono due, ma gli inglesi ne hanno tre, e il terzo è determinante oggi e si rivela una grande mancanza nelle altre lingue, perché, in un’epoca di modernità liquida, non si può fare della buona sociologia senza questo terzo termine. E questo terzo termine è safety, incolumità.Uncertainty, l’incertezza, riguarda il futuro, insecurity, l’insicurezza, riguarda il fatto di sapere quanto sia dura e rapida non solo la tua vita ma la tua stessa identità: puoi essere sfidato, puoi essere forzato a cambiare, ma safety, (sicurezza nel senso di incolumità) riguarda l’integrità stessa del tuo stesso corpo. Le tue proprietà, la tua macchina, la tua casa, il tuo vicinato, e quanto sta accadendo oggi non è esattamente la caratteristica fondante della modernità liquida, in quanto uno può guardare alla modernità in modi diversi, ma in questo tipo di modernità liquida, quella che stiamo vivendo oggi, la fonte di incertezza e di insicurezza è collocata a una distanza infinita dal cittadino. Anche se diverse persone si mettessero insieme, si coalizzassero, esse non potrebbero nulla per cambiare le condizioni (mondiali) che ci causano tanta incertezza (uncertainty) per il futuro.

Il problema non è soltanto individuale ma vi sono anche istituzioni collettive, che hanno presumibilmente lavorato bene, non perfettamente, ma ragionevolmente bene. Il governo, ad esempio è una di queste, così come il welfare state. Queste istituzioni potevano prendersi cura della sicurezza (security) e della certezza (certainty)Ma adesso tutto quello che rimane è una sorta di grido esortativo: “cittadini, siate più flessibili”, e mentre si dice questo, naturalmente si dice anche “cittadini, siate più incerti, insicuri, precari”.

Dunque quello che possiamo fare è davvero poco perché ci sono venuti a mancare gli strumenti. Non è tanto una questione di cosa sia necessario fare, quanto piuttosto di chi sia deputato a farlo. Quindi tutta questa ansietà, queste notti in bianco, queste paure, questi incubi che sono stati sollevati dal fatto stesso che il mondo è sempre più fluido e dal fatto che quanto hai già raggiunto e conquistato scomparirà in un battibaleno, ecco, tutta questa ansietà viene traslata nell’unica area in cui resta la possibilità di fare qualcosa: l’area della safety [incolumità, cioè sicurezza in senso più materiale di integrità fisica e patrimoniale, ndr]. Difendere il proprio fisico: dagli attacchi degli agenti atmosferici, da sostanze alimentari nocive, evitando di mangiare grassi, sostanze velenose…evitando persone pericolose come me che fumo, facendo ginnastica, torturandosi forzandosi a fare jogging, ginnastica, e quant’altro. Poi puoi mettere catenacci più resistenti alla tua porta, se sei abbastanza ricco puoi persino comprarti delle telecamere a circuito chiuso per vedere chi si avvicina alla tua casa, (così sei al sicuro), puoi avere un’alta cancellata che protegga il tuo domicilio, allarmi antifurto, puoi persino premere sul primo ministro affinché sia ancora più duro con i criminali e con gli immigrati. E questo lui effettivamente lo può fare.

Quello che però non può fare è dare sicurezza alla tua insicurezza (secure your insecurity), non può dare certezze e far scomparire il tuo senso di incertezza ma può effettivamente sbarrare le frontiere agli immigrati, assumere più poliziotti, e cose del genere. In questo modo nella nostra società si crea un eccesso di sicurezza (safety overload). Ma per quanto riguarda la soluzione dei problemi…beh, la safety , il problema dell’incolumità non può risolvere problemi che riguardano la security, safety non può risolvere problemi di certainties. In altre parole, non è affrontando il problema dell’incolumità e dell’integrità fisica e patrimoniale (safety) che si risolveranno i problemi di incertezza e insicurezza che affliggono la modernità liquida e che hanno ben altre cause.

Eppure da questo atteggiamento ci aspettiamo una soluzione, per la semplice ragione che safety è l’unica area in cui sia possibile intervenire. Ma poiché nessuno dei passi intrapresi per risolvere la safety [chiamiamola integrità per comodità, anche se, come abbiamo visto, non esiste un suo corretto equivalente in italiano, ndr] raggiunge il vero obiettivo, ovvero la certezza e la sicurezza, ecco formarsi una continua domanda per un nemico pubblico.

L’intera intervista di Flaminia Saccà a Zygmunt Bauman è disponibile qui.


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