Posts tagged ‘Milano’

11 Giugno, 2013

Storia della colonna infame

by gabriella

colonnainfame

Qui, ove s’apre questo largo, sorgeva un tempo
la bottega del barbiere Gian Giacomo Mora che,
ordita con il commissario di sanità Guglielmo Piazza e con altri
una cospirazione, mentre un’atroce pestilenza infuriava,
cospargendo diversi lochi di letali unguenti,
molti condusse ad un’orrenda morte.

Giudicati entrambi traditori della patria, il Senato decretò
che dall’alto di un carro prima fossero morsi con tenaglie roventi,
mutilati della mano destra, spezzate l’ossa degli arti,
intrecciati alla ruota, dopo sei ore sgozzati, bruciati e poi,
le ceneri disperse nel canale.

Parimenti diede ordine che ad imperituro ricordo, la fabbrica
ove il misfatto fu tramato fosse rasa al suolo né mai più ricostruita,
sulle macerie eretta una colonna da chiamare infame.
Lungi adunque da qui, alla larga probi cittadini,
che un esecrando suolo non abbia a contaminarvi!

Addì, 1 agosto 1630

Alessandro Manzoni, Storia della colonna infame

Pietro Verri, Osservazioni sulla tortura e singolarmente sugli effetti che produsse all’occasione delle unzioni malefiche alle quali si attribuì la pestilenza che devastò Milano l’anno 1630.

13 Luglio, 2011

Giuseppe Nicolosi, Ponti di barche e architettura delle simpatia

by gabriella

Il bel saggio di Giuseppe Nicolosi sull’evoluzione della socialità nelle società contemporanee, originariamente apparso sulla mailing list Rekombinant (19 settembre 2004) a firma di rattus norvegicus, poi ripubblicato ne L’innovazione necessaria, di Arturo di Corinto [a cura di], Roma, Il secolo della rete, 2006.

Visse in un’epoca infelice e travagliata. La nazione che gli aveva dato i natali scivolava inesorabilmente verso la fascia economica delle nazioni di media povertà; sovente incalzati dalla miseria, gli uomini della sua generazione pativano comunque un’esistenza solitaria e astiosa. I sentimenti d’amore, di tenerezza e di umana fratellanza erano in gran parte scomparsi; nei loro mutui rapporti i suoi contemporanei davano assai spesso prova di indifferenza e di crudeltà.

Michel Houellebecq

Nel libro Bowling Alone il sociologo Robert Putnam ha presentato un impressionante elenco di dati sulla progressiva riduzione dei comportamenti prosociali negli Stati Uniti nel corso degli ultimi quarant’anni. Putnam, nel 1995, aveva scritto un breve articolo comparso su una rivista accademica, in cui analizzava il drastico declino delle associazioni di giocatori di bowling negli Stati Uniti. Nelle conclusioni egli formulava l’ipotesi che tale fenomeno fosse rivelatore di un problema più vasto e profondo. Dal breve articolo scaturì un dibattito inaspettato che ha stimolato il sociologo ad approfondire l’argomento. Dietro Bowling Alone c’è un lavoro di ricerca monumentale, durato circa cinque anni, e realizzato attraverso una serrata analisi documentaria e una rigorosa metodologia scientifica. Putnam, tra l’altro, ha calcolato i valori medi, lungo l’arco di quarant’anni, di una serie di indicatori di socialità, che vanno da quante volte gli americani sono andati a votare, o sono andati in chiesa o al club, a quante volte vanno al cinema insieme, offrono un drink a un amico o a un conoscente, stringono la mano di altre persone e così via. I risultati sono desolanti. Gli americani di oggi firmano un quantitativo di petizioni inferiore del 30 per cento rispetto a quanto accadeva alla fine degli anni Ottanta, si impegnano in iniziative a difesa dei consumatori il 40 per cento di volte in meno rispetto a quanto facevano vent’anni prima.

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