Posts tagged ‘Napolitano’

Giugno 2nd, 2016

Giovanni de Luna, Storia delle celebrazioni del 2 giugno

by gabriella
Repubblica_festeggiamenti_1946

Nel ricordare che il 2 giugno è la festa della Repubblica, non delle forze armate, lo storico ripercorre la storia delle celebrazioni e il loro senso. Tratto da Il Manifesto, 3 giugno 2013.

Nel 2011, un film, (I primi della lista, di Roan Johnson), raccontò la «psicosi» del colpo di stato che aveva caratterizzato gli anni ’70. I tre ragazzi che scappavano in Austria per sottrarsi a un ipotetico golpe dei militari, erano stati messi in allarme dallo spiegamento di forze armate alla vigilia della ricorrenza 2 giugno. Allora la «festa» era così: sfilata di reparti corazzati, Frecce tricolori, ostentazione di una potenza bellica del tutto incongrua; quella concentrazione di carri armati, in piena strategia della tensione, era guardata a sinistra con un misto di timore e di rabbia. Oggi quella psicosi può anche far sorridere. In realtà, allora, la sfiducia nello Stato era largamente motivata dall’incalzare delle stragi impunite e delle inquietanti manovre del potere invisibile.

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Marzo 10th, 2015

Federico Caffé, Processo a Berlinguer (1982)

by gabriella
LA SCOMPARSA DI FEDERICO CAFFE', UN MISTERO LUNGO 25 ANNI

Federico Caffé (1914 – 1987)

La storia del presente nelle parole di Federico Caffè sulle politiche di appoggio all’austerity di Berlinguer e la retorica dei “sacrifici” di Amendola.

La lettera-accusa di Caffé [pubblicata sull’Espresso dell’11 aprile 1982] punta, infatti, l’indice sulla posizione assunta dai dirigenti del PCI di fronte alle politiche antipopolari del governo Andreotti (aumento del 25% del prezzo della benzina, del 20% del gas, blocco per due anni della scala mobile, abolizione di festività, aumento delle tariffe dell’energia elettrica, telefoniche, postali) che, nell’autunno 1976, aveva scatenato la rivolta operaia. In quel frangente, la CGIL di Lama appoggiò le misure, mentre i dirigenti del PCI (celebri i discorsi davanti ai cancelli delle fabbriche di Napolitano – che ci saremmo poi abituati a vedere “commosso” – e Berlinguer, appunto) diedero il contributo fondamentale a fermare gli scioperi.

Enrico Berlinguer (1922 - 1984)

Enrico Berlinguer (1922 – 1984)

In coda al testo, un incisivo intervento di Luciano Barra Caracciolo che spiega la continuità tra le posizioni ordoliberali assunte dal PCI di Berlinguer e le politiche di contrazione del reddito e della protezione sociale più recenti. Testi preziosi per capire cos’è, nella sostanza, il riformismo.

Mi sembra che la caratteristica di maggior rilievo della linea economica del Partito comunista italiano, durante l’ultimo decennio, sia stata quella di un adattamento alle circostanze, in una sostanziale continuità di ispirazione.

Se si prescinde, cioè, dalle polemiche contingenti, lo spirito che condusse Togliatti ad affermare, nell’immediato dopoguerra, che occorreva soprattutto occuparsi della ricostruzione persiste nelle numerose occasioni di appoggio a misure governative rivolte a fronteggiare le difficoltà complesse e continue di questo tormentato decennio.

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