Posts tagged ‘scolastica’

Agosto 10th, 2013

Romano Luperini, Introduzione alla cultura medievale

by gabriella

Le linee generali della cultura medievale, da Studia Humanitatis.

Caratteri generali

 codice miniato cavaliere tedescoLa parola “Medioevo” significa “età di mezzo. Fu usata dalla cultura umanistica dei secoli XV e XVI, che voleva ricollegarsi direttamente al mondo classico dell’antichità greco-romana scavalcando idealmente l’“età di mezzo”. Quest’ultima era dunque rappresentata dai secoli intercorsi fra la caduta dell’Impero romano d’Occidente e la nascita della nuova cultura umanistica del Quattrocento e del Cinquecento. Il concetto di “età di mezzo” implicava una valutazione storica negativa di questo lungo periodo storico: nasceva infatti all’interno di una battaglia culturale volta a valorizzare il “nuovo” (il nascente Umanesimo) contro il “vecchio” (la cultura medievale, che occorreva superare per riprendere l’eredità del mondo classico). Questo giudizio negativo si è tramandato sino ad oggi, entrando a far parte del senso comune: si continua a dire, per esempio, “concezione medievale”, per significare che una determinata visione del mondo è superata o reazionaria.

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Agosto 22nd, 2012

Tommaso d’Aquino, il pensiero educativo

by gabriella

La filosofia educativa del domenicano Tommaso d’Aquino (1224-1274) nasce dalla sua adesione all’aristotelismo e da un profondo ripensamento della pedagogia agostiniana.

Il massimo contributo del filosofo, tra i massimi pensatori della scolastica, è stato il tentativo di superare il contrasto tra il contenuto della Rivelazione cristiana e la ragione umana alla quale Tommaso si accinge assimilando entro il quadro della visione cristiana del mondo il pensiero di Aristotele, considerato l’espressione più alta della razionalità umana.

 

La filosofia dell’educazione

Se Agostino aveva pensato la problematicità della relazione pedagogica e l’aveva risolta nella dottrina dell’illuminazione, Tommaso al contrario fa propria una visione funzionale e gerarchica del rapporto maestro-allievo. L’educazione si riduce così al rapporto tra i due soggetti, mediato dai dati culturali che vengono trasmessi nell’unica direzione possibile per l’aquinate, cioè dal maestro, detentore dell’auctoritas, cioè la scienza in atto, all‘allievo, portatore di una disposizione o facoltà di apprendimento che configura un sapere in potenza. Si definisce in questo modo, una concezione gerarchica e trasmissiva dell’educazione – cioè esattamente quella possibilità che Agostino aveva negato – che tende a confondersi con l’istruzione.

 

La filosofia politica

Dal punto di vista della filosofia politica, per Tommaso, come già in Paolo di Tarso e Agostino, il potere deriva da Dio (omnis potestas a Deo) ma la base della sua legittimazione non si fonda sulla sua origine, quanto sui fini che esso persegue. Il potere è dunque legittimo in quanto persegue il bene comune che si specifica nell’ordine e nella giustizia.

Un monarca o un governo non sono legittimi dunque perché ricevono il potere attraverso la mediazione del papa, cioè del rappresentante in terra di Dio, ma se realizzano il bene comune fondato sul patto (il contratto) che viene presupposto tra governanti e governati.

L’origine concreta dello stato risiede dunque in un patto dei popoli, cioè una moltitudine di uomini liberi, con i propri rappresentanti. La società politica richiede infatti l’auctoritasuna forma di potere che si esercita sugli uomini liberi, diversa dal dominium che si esercita sugli schiavi – poiché rappresenta l’istanza del bene comune, ma che impera – come si conviene a uomini liberi (Cicerone) – attraverso la legge, non arbitrariamente.

Superando la diffidenza agostiniana verso il mondo, Tommaso distingue le società politiche in buone o cattive a seconda del loro perseguimento del benessere generale. Il criterio di giudizio è dunque etico, non risiede nel numero di persone che detiene il potere. Si avrà perciò un buon regime quando in monarchia, aristocrazia o politia pochi o tutti comandano in vista del bene comune, cattivi regimi, tirannia, oligarchia, olocrazia (cioè “governo dei peggiori”), quando chi comanda, comanda per il proprio interesse anziché per il benessere generale.

Tommaso

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