La historia me absolverá

by gabriella

La puntata di Wikiradio dedicata all’assalto alla Moncada e l’autodifesa di Castro davanti al tribunale che lo condannava per avervi partecipato.

castro 26 luglioAldo Garzia racconta su Wikiradio il primo attacco dell’esercito rivoluzionario cubano al regime di Fulgencio Batista, il fallito assalto alla caserma Moncada di Santiago de Cuba.

Repertorio:

Un breve ricordo di Huber Matos membro del movimento “26 luglio”;
Breve commento della repressione batisiana dopo l’assalto alla Moncada della scrittrice cubana Marifeli Perez;
Cronaca dell’adunata a L’Avana intorno a Fidel Castro (Incom del 10.08.1960 – Archivio Luce)
Intervista a Fidel Castro del giornalista inviato della CBS Robert Taber realizzata nella Sierra Maestra(CBS, 1957)
Dichiarazione di Fulgencio Batista subito dopo il golpe del 10 marzo1952
Ricordo di Gino Doné, partigiano italiano che partecipò allo sbarco a Cuba sull’imbarcazione Granma
Fuga di Batista, 1 gennaio 1959, da Orizzonte Cinematografico OC 134 (Archivio Luce).

Brano musicale
Fidel ya leego los Barbudos, eseguito da il Canzoniere internazionale.

Fidel annuncia la morte del Che

Fidel Castro, La historia me absolverá

L’autodifesa pronunciata da Fidel Castro nel processo subito per il fallito assalto alla Caserma Moncada nel dicembre 1953.

Rinunciare alla propria libertà è rinunciare alla qualità dell’uomo, ai diritti dell’umanità, e anche ai doveri. […] Tale rinuncia è incompatibile con la natura dell’uomo; e togliere tutta la libertà alla volontà è togliere ogni moralità alle azioni. […]
 La famosa Dichiarazione Francese dei Diritti dell’Uomo lasciò alle generazioni future questo principio: “Quando il governo viola i diritti del popolo, l’insurrezione e’ per questo il più sacro dei diritti e il più imperioso dei doveri”. Quando una persona si impossessa della sovranità deve essere condannata a morte dagli uomini liberi”.

Fidel catturato dopo assalto MoncadaCredo di aver giustificato sufficientemente il mio punto di vista […] Però c’è una ragione che ci assiste più potente di tutte le altre: siamo cubani ed essere cubano implica un dovere, non compierlo è un crimine e un tradimento. Viviamo orgogliosi della storia della nostra patria; la apprendiamo a scuola e siamo cresciuti udendo parlare di libertà, di giustizia e di diritti. […] Tutto questo apprendemmo e non lo dimenticheremo […] Nascemmo in un paese libero che ci lasciarono i nostri padri, e sprofonderà l’Isola nel mare prima che acconsentiremo ad essere schiavi di qualcuno. […]

 Termino la mia difesa, però non lo farò come fanno sempre tutti gli  avvocati, chiedendo la libertà del difeso; non posso chiederla quando i miei compagni stanno soffrendo nell’Isola dei Pini una prigionia ignobile. Inviatemi insieme a loro a condividere la loro sorte, è concepibile che gli uomini che hanno onore siano morti o prigionieri in una repubblica dove è presidente un criminale e un ladro […] 

In quanto a me so che il carcere sarà duro come non lo è mai stato per nessuno, pieno di minacce, di vile e codardo rancore, però non lo temo, così come non temo la furia del tiranno miserabile che ha preso la vita a settanta miei fratelli.

Condannatemi, non importa, la storia mi assolverà.

Batista è fuggiro prima dell'arrivo dei guerrilleri all'Avana

Banconota da venti pesos frimata da Ernesto Guevara come Presidente della Banca Nazionale

Banconota da venti pesos firmata “Che” da Ernesto Guevara come Presidente della Banca Nazionale

Cuba dalla rivoluzione ad oggi


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