I fascisti perugini commemorano la marcia su Roma

by gabriella

MatteottiA novant’anni dall’avvenimento, l’Hotel Brufani ospita il convegno “Marciare su Roma”, un’iniziativa malamente rivestita di interesse storico e impudicamente dedicata all’apologia delle gesta degli squadristi.

La protesta che si è levata dalla gente e dagli studenti, ha però infastidito i proprietari del lussuoso esercizio che, rammaricati di tanto clamore, hanno dichiarato all’Ansa:

«Siamo solo un albergo (fascista) che ospita un convegno (fascista)».

Dal canto suo, l’organizzatore, dopo aver reso pubblico il programma dei “lavori”, che prevede la discussione di temi quali ”L’insurrezione nazionale e popolare che cambiò il volto dell’Europa”, la ”Storia delle donne che hanno partecipato alla Marcia su Roma”, ”Una rivoluzione politica nel segno dello Stato”, ”La Marcia su Roma: elementi di attualità e continuità” ed aver incluso nella scaletta persino l’«omaggio religioso» alle tombe degli squadristi, si è sentito di dichiarare la propria tranquillità, non avendo violato nessuna legge:

«Noi rispettiamo tutti, potremo avere il cuore nero, ma abbiamo le mani pulite».

Pitti non è probabilmente in grado di comprendere l’ossimoro contenuto nella sua dichiarazione: è noto infatti che le mani dei fascisti sono, ora come allora, luride e, conformemente, nere di assassini, soprusi e sopraffazioni, mentre sulla coscienza dei loro morti pesano gli omicidi, le bastonature, le purghe, i rastrellamenti degli ebrei e degli antifascisti condotti insieme alle SS.

 

I fascisti perugini nel 1944

La Galleria Kennedy nel 1944

Mio padre aveva dieci anni quando, con mia nonna e alcuni vicini di casa terrorizzati dai bombardamenti, si rifugiò nella cavità della futura Galleria Kennedy, allora solo uno scavo senza uscita che guardava verso il quartiere popolare di Via Serafino Siepi.

Quel pomeriggio, schiacciati sotto la frana dell’ingresso, vi si stipavano un’ottantina tra donne, vecchi e bambini. Mia nonna, tra le più giovani, era sposata ad un soldato in quel momento internato che l’aveva condotta con sé a Perugia, dov’era di stanza, dal Sudtirolo dove era nata e dov’erano nati i loro primi due figli.

Parlava tedesco e capì la conversazione delle SS che arrivarono insieme ai fascisti a controllare quel rifugio antiaereo improvvisato, dove credevano si nascondessero i partigiani:

«questi imbecilli ci chiedono di far saltare l’ingresso, ma qui ci sono solo donne e ragazzini». 

Questi erano i fascisti: imbecilli senza onore disposti ad ammazzare compatrioti innocenti pur di mostrarsi all’altezza della ferocia dei nazisti che, quella volta, risparmiarono i bambini.


16 Comments to “I fascisti perugini commemorano la marcia su Roma”

  1. Gentile Gabriella,
    seguirò anch’io il consiglio di leggere attentamente “La personalità autoritaria” che
    mette in luce la dark side of the moon di noi stessi econ la quale dovremmo
    quotidianamente predere contatto e confrontarci. E’ molto facile scivolare nella proiezione
    verso l’esterno di quanto in noi è sgradevole e censurabile. Capita anche ai migliori.
    Capita anche a me che non sono tra i migliori.
    In attesa del testo cartaceo ho letto la seguente introduzione:
    http://www.filosofico.net/persautoritaria.htm
    Un saluto a te e ai lettori di questo utilissimo blog

    • Caro Pietro,
      io non adotterei questo punto di vista “proiettivo”: se c’è un dark side si riferisce all’umanità, non a un inconscio individuale potenzialmente distruttivo. Diversamente, scivoleremmo nel relativismo indistinto della “notte in cui tutte le vacche sono nere” dove, nel tentativo di scrutare con orrore ogni indizio del proprio “autoritarismo”, dimenticheremmo la cosa più importante: che i fascisti scelsero di esserlo, poco importa se per ignoranza o per viltà.
      Quella “autoritaria” é dunque un’opzione tra molte possibili e, tra le tante, quella a più basso dispendio energetico. Come mostra Adorno, ma anche Arendt, fu la scelta a buon mercato degli spiriti modesti.

      La ricognizione di Adorno del sito di Fusaro è buona, grazie per averla segnalata. Ciao.

      PS: Il fascismo è un fenomeno concretissimo, nonostante la mia formazione idealistica non me la sento di considerarlo semplicemente come la parte fastidiosa di me che proietterei nevroticamente all’esterno. Se è un incubo, vedrò di svegliarmi al più presto.

      PS2: Nemmeno Freud pensava, come sembri ritenere tu, che fosse impossibile crescere, anche se riteneva rari i casi di piena maturità della personalità. Pensava che la completa maturazione affettiva (la fase “genitale” dello sviluppo dell’identità personale) non fosse scontata o “necessaria”, ma si verificasse nei casi felici, potendo invece lo sviluppo fissarsi alla fase “fallica”, egoica, quella appunto in cui bivaccano i nostri eroi ..

  2. unicadissonanzailsimbolodiretequattroinpocoprobabilegattabuia

  3. Grazie di questo post…straordinario.

    Hai affiancato una notizia di attualità vergognosa con una testimonianza storica terribile di un fatto vissuto dalla tua famiglia che mi lascia sgomento e allo stesso tempo paralizzato dalla ferocia di quelle ideologie malate.

    Mi hai fatto venire in mente un libro importante, che ho letto qualche tempo fa “La parte oscura di noi stessi. Una storia dei perversi” scritto da Elisabeth Roudinesco, dove l’autrice, trattando della follia nazista, non si riesce a spiegare come mai i gerarchi nazisti non manifestarono alcun segnale di pentimento di fronte alle atrocità commesse, neanche dopo i processi.

    • nulla mi soprende di quell’universo umano. Quanto alla “parte oscura di noi stessi”, ti consiglio “La personalità autoritaria” di Adorno, la più brillante analisi che conosca della psiche nevrotica del frustrato-fascista.

      • Un post molto bello. Il libro di Adorno l’ho cercato quasi un anno fa, e ho ricontrollato adesso: purtroppo in italiano è fuori catalogo. Su Amazon è possibile ordinare un’edizione in francese, che per il momento ho parcheggiato nella mia wish list.

        • Si tratta di una pubblicazione non troppo facile da leggere perché raccoglie in più volumi i dati di una ricerca empirica durata molti anni e condotta da un gruppo numeroso di psicologi. Ciò che c’è di bello é la prefazione di Horkheimer e il saggio finale di Adorno. Io l’ho letto in biblioteca, nella versione curata da Jervis di cui vale la pena di leggere il saggio introduttivo: http://scienzeumanegiudici.wordpress.com/2011/07/11/t-adorno-la-personalita-autoritaria/. Appena esco dalla montagna di compiti da correggere cercherò di inserire anche quelli, visti i tempi pare utile fare manutenzione di queste categorie.

          • Got it!

            Ehm… mi consigli di leggere direttamente il file delle fotocopie o la trascrizione sottostante? 🙂 🙂

            • L’introduzione di Jervis è il migliore testo che conosca su quella ricerca. E’ buona anche la ricognizione di filosofico.net consigliata da Pietro. Per quanto riguarda il materiale che ho (da qualche parte), due anni fa, in occasione del 27 gennaio, ho tenuto un approfondimento su questo tema (“personalità autoritaria e propaganda antiebraica”) usando dei testi di Adorno (devo cercare le fotocopie). Se non ti servono con urgenza, tra qualche giorno dovrei uscire dall’emergenza scolastica e potrei metterle in rete.

              • Mi faresti un piacere, ma fallo pure con tutto l’agio – so che sei presa e non voglio aggiungere stress a stress! Intanto mi leggo i files delle fotocopie postate su Slideshare .
                Ho parlato della sottostante trascrizione scherzando, perché più che una trascrizione sembra un geroglifico 🙂

                • scusa Mauro, arrivo un po’ in ritardo: ti riferisci al fatto che le fotocopie sono piene di sottolineature e commenti scritti con grafia incomprensibile (la mia)? 🙂

                • No, al contrario le tue sottolineature mi interessano (i commenti, in effetti, non sono molto leggibili). Mi riferisco invece alla trascrizione sottostante, subito dopo la finestra per i commenti “scrollando” di qualche riga, che forse non hai notato; probabilmente è un servizio automatico di Slideshare che dovrebbe rendere modificabile il testo pubblicato, ma che a quanto pare non funziona come sarebbe auspicabile…

                • finalmente ci sono 🙂 ho l’impressione che quello sia un servizio OCR di trascrizione verbale di un’immagine. Come tutti gli altri funziona malissimo, non ne ho ancora trovato uno che possa risparmiarci la digitazione di un testo “fotografato”…

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