Breve storia del femminismo

by gabriella

Una breve storia dei movimenti di liberazione della donna, dalle precorritrici Olympe de Gouge e Mary Wollstonecraft, alle esperienze mature dell’ottocento europeo e americano, dove le lotte femministe si intrecciano con i movimenti abolizionisti della schiavitù (Angelina Grimké) e di emancipazione popolare (Louise Michel, Clara Zetkin).

La fine dell’ottocento e gli inizi del novecento segnano la nascita delle battaglie per i diritti politici (l’elettorato attivo e passivo) negli Stati Uniti, dove una donna (Lydia Chapin Taft) viene eletta prima ancora dell’indipendenza delle colonie, e in Inghilterra, con il Women’s Social and Political Union di Emmeline Pankhurst.

In coda al post, i poster delle violente campagne contro le attiviste e la nascita degli stereotipi e luoghi comuni sulla naturale soggezione delle donne e la protesta contro-natura delle femministe, dipinte come donne mancate, frustrate dalla bruttezza, dal nubilato e dalla rinuncia alla maternità.

 

Olympe de Gouges

olympe

Marie Gouze (Olympe de Gouge) (1748 – 1793)

Autrice della Déclaration des droits de la femme et de la citoyenne (1791), Olympe de Gouge (pseudonimo di Marie Gouze) è stata una scrittrice, precorritrice delle lotte femminili per l’eguaglianza e contro la discriminazione di genere e di razza. Prima della Déclaration  del 1791, aveva infatti dato alle stampe le Réflexions sur les hommes noires (1788) e il Marché des Noirs (1790).

Olympe de Gouges morì sulla ghigliottina a Parigi il 3 novembre 1793. Girondina, fu condannata probabilmente per la sua contrarietà all’esecuzione di Luigi XVI, più che per la sua posizione in favore dell’estensione alle donne dei diritti dell’uomo. Nella Déclaration lasciò scritto:

«Le donne avranno pur diritto a salire alla tribuna, se hanno quello di salire al patibolo».

Il procuratore della Comune di Parigi, Pierre-Gaspard Chaumette, si dichiarò compiaciuto della condanna a morte, meritata se non altro perché la scrittrice aveva «dimenticato le virtù che convenivano al suo sesso».

 

Dal Preambolo della Déclaration des droits de la femme et de la citoyenne (1791):

«Uomo, sei capace di essere giusto? E’ una donna che te lo chiede; ma tu non le toglierai nondimeno il diritto di farlo. Dimmi: chi ti ha dato il diritto di opprimere il mio sesso? La tua forza? I tuoi talenti? Osserva il Creatore nella sua saggezza, passa in rassegna quella natura, alla quale sembri volerti ispirare, in tutta la sua grandezza e dammi, se l’osi, l’esempio del tuo impero tirannico».

«Homme, es-tu capable d’être juste ? C’est une femme qui t’en fait la question ; tu ne lui ôteras pas du moins ce droit. Dis-moi ? Qui t’a donné le souverain empire d’opprimer mon sexe ? Ta force ? Tes talents ? Observe le créateur dans sa sagesse ; parcours la nature dans toute sa grandeur, dont tu sembles vouloir te rapprocher, et donne-moi, si tu l’oses, l’exemple de cet empire tyrannique».

art 1. La Femme naît libre et demeure égale à l’homme en droits. Les distinctions sociales ne peuvent être fondées que sur l’utilité commune.

«La donna la nasce libera e resta uguale all’uomo nei suoi diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sulla comune utilità».

 

Mary Wollstonecraft

Nata a Londra nel 1759 da una famiglia di modeste condizioni, Mary Wollstonecraft non seguì un percorso di istruzione formale, ma rappresenta piuttosto un esempio di autoeducazione e di autoistruzione a fini di riscatto personale. Nel 1792 scrisse A Vindication of the Rights of Woman (qui il testo integrale dell’originale inglese e qui la versione italiana).

Convinta che ciò che appare istintivo e naturale nella donna sia, in realtà, frutto dell’educazione, Mary Wollstonecraft ci ha insegnato a guardarci dal fascino e dall’avvenenza e a puntare sulla consapevolezza e l’educazione:

«Istruite fin dall’infanzia che la bellezza è lo scettro della donna, il loro spirito prende la forma del loro corpo e viene chiuso in questo scrigno dorato, ed essa non fa che decorare la sua prigione».

Mori di parto a Londra il 10 settembre 1797, dando alla luce un figlio illegittimo (la futura Mary Shelley). Poichè non era sposata (e aveva avuto due figli da due uomini diversi), il vescovo di Londra commentò la sua morte osservando che la giustizia divina l’aveva infine raggiunta.

 

Emmeline Pankhurst

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Emmeline Pankhurst è arrestata davanti a Buckingham Palace mentre cerca di consegnare una petizione a re Giorgio V (maggio 1914)

Trust in God – She will provide.

Emmeline Pankhurst

Nata a Manchester nel 1858, Emmeline Pankhurst proveniva da una famiglia dell’alta borghesia, sorte che non le aveva risparmiato la precoce esperienza di «contare meno di un maschio», spingendola, dall’età di sette anni, ad interessarsi al tema dell’emancipazione femminile, particolarmente dell’eguaglianza politica e dell’estensione del suffragio alle donne – da cui il nome di suffragette attribuito alle attiviste del suo movimento. Aveva studiato a Parigi e, al suo ritorno in patria (1879), sposato un avvocato (Richard Pankhurst) con il quale condivise la sua battaglia in favore dei diritti delle donne.

Promotrice di diversi gruppi, prima fra tutte la Women’s Franchise League (Lega per il diritto di voto alle donne), diede un importante contributo all’ottenimento del diritto di voto femminile nelle elezioni locali del 1894. Nel 1903 fondò il Women’s Social and Political Union, che si prefiggeva come principale obiettivo l’estensione del suffragio alle donne. Il movimento si proponeva come una forza esterna alle formazioni partitiche e spesso ad esse contrapposto; fu osteggiato e duramente criticato per le azioni di danneggiamento degli edifici pubblici di cui le suffragette furono protagoniste. Il movimento fu però vittorioso. Nel 1918 venne sancito il suffragio femminile anche per la camera dei Comuni.

Emmeline ebbe tre figlie, Christabel, Sylvia e Adela, che condivisero la lotta della madre.

Vedi anche Treccani, Le donne nel Novecento

All that separate

 I would rather be

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La campagna contro le suffragette

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.

Mohandas Gandhi

 

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Il trionfo dei diritti della donna, 1869

 

1875

1875

La donna? Dentro la casa che l'uomo ha costruito

La donna? Dentro la casa che l’uomo ha costruito

 

L'origine e l'evoluzione di una suffragetta:

L’origine e l’evoluzione di una suffragetta: a 15 orsacchiotto, a 20 civetta, a 40 zitella, a 50 suffragetta

Donne che non hanno mai baciato

Le suffragette: donne che non hanno mai baciato

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Manifesto contro il suffragio femminile, New York 1910

Vogliamo il voto, New York 1910

Vogliamo il voto, New York 1910

Quando le donne porteranno i pantaloni - New York 1915

Quando le donne porteranno i pantaloni – New York 1915

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho salvato il mio paese per questo!

Ho salvato il mio paese per questo!

 

New York 1925

New York 1925

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Cartoon contro le suffragette

Cartoon contro le suffragette

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Harriet Taylor, John Stuart Mill, La servitù delle donne

Friedrich Engels, L’origine della famiglia, della proprietà, dello stato


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