Posts tagged ‘Beatles’

18 Luglio, 2013

Piergiorgio Odifreddi, Il 2012 e la fine del mondo

by gabriella

Piergiorgio_OdifreddiIn questo post del suo blog, Odifreddi ironizza sulla credenza nella profezia dei Maia, cogliendo l’occasione per spiegare cosa distingue una previsione scientifica da una superstizione. In coda un’esercitazione per essere certi di aver capito l’argomentazione del matematico.

Let me take you down, ’cause I’m going to strawberry fields.
Nothing is real and nothing to get hung about.
Strawberry fields forever.
Living is easy with eyes closed, misunderstanding all you see.

Yogi Berra, il grande giocatore di baseball, che divenne famoso anche per i suoi aforismi surreali, disse una volta che fare previsioni è sempre difficile, soprattutto sul futuro. Rispetto al baseball, il gioco della palla dei Maya era sicuramente uno sport meno sofisticato e più grossolano: lo dimostra il supposto colpo di testa sulla fine del mondo, che qualcuno dei suoi giocatori avrebbe fatto.

Sicuramente, infatti, non può essere stato uno scienziato maya a prevedere che il Big Crunch dovrebbe avvenire il 20 dicembre 2012. Anzitutto, perché i Maya non usavano i nostri sistemi numerico e astronomico, mentre una data come il 20.12.2012 puzza troppo apertamente di fumo numerologico occidentale.

Ma, soprattutto, perché gli ottimi astronomi maya, che sapevano benissimo prevedere per davvero una varietà di fenomeni celesti, non avrebbero certo abboccato a gossip parascientifici da strapazzo. Questi gossip sono stati doverosamente riportati dai media. E non nello Yucatan indio, loro supposto luogo d’origine, ma nell’Europa bianca, che invece dovrebbe essere rossa di vergogna! La faccenda, infatti, rivela la confusione mentale che alberga nelle teste di coloro che vivono in un mondo dominato dalla tecnologia e dalla scienza, ma rimangono in balìa dell’ignoranza più tribale. In fondo, sfoggiare una televisione, un computer o un telefono cellulare per sentirvi o leggervi quel genere di notizie, non è molto diverso dall’appendersi orgogliosi una sveglia al collo, come i “selvaggi” di una volta.

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6 Gennaio, 2013

Beatles, Blackbird

by gabriella

[da Wikipedia] La canzone, composta in Scozia, è una delle più famose di Paul McCartney presenti nel White album, entrata stabilmente nel suo repertorio post Beatles. All’epoca, alcuni la interpretarono in chiave politica, leggendovi richiami al Black Power americano. Lo stesso autore, in un’intervista del 2001, riferì di aver preso spunto per il testo della canzone da alcuni fatti di cronaca che vedevano protagonista il movimento per i diritti civili dei neri statunitensi nella prima metà del 1968. E’ ispirato all’esperienza vissuta da McCartney quando fu svegliato da un merlo che iniziò a cantare prima dell’aurora, il testo dell’autore trasforma il brano in una metafora di risveglio interiore a un livello più profondo.

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