Posts tagged ‘precariato’

5 Ottobre, 2013

Christian Caliandro, La distopia italiana

by gabriella

Una bella riflessione sulla condizione giovanile contemporanea sullo sfondo della marcescenza dell’immaginario collettivo e del declino, prima di tutto culturale, dell’Italia. Molti aspetti in evidenza, dal malaffare al cinismo della classe dirigente, fino alla stupidità dilagante, dalla crisi della produzione culturale al successo dei sessantenni evergreen, trovano una convincente lettura unitaria in questo articolo che si conclude spiegando come precario venga da prece, perché indica colui che è costretto ad implorare per ottenere ciò che sarebbe suo diritto.

Nel 1961 Kurt Vonnegut pubblicò quello che è ancora oggi uno dei migliori racconti distopici di sempre. Harrison Bergeron tratteggia in poche, dense pagine una società paralizzata (in un’America «senza tempo»), in cui viene tecnicamente impedito a tutti di pensare: la gente guarda orribili e inutili programmi in tv, e per quelli un pochino più intelligenti l’Handicapper General – che tutto vigila e controlla attraverso i suoi agenti – ha predisposto un dispositivo radiofonico nelle orecchie che a intervalli regolari trasmette allarmi, campane, esplosioni che impediscono a persone come George, il padre di Harrison, di

«trarre un indebito vantaggio dal proprio cervello».

Il presupposto è che la cultura sia intrinsecamente pericolosa dal momento che esaspera le contraddizioni invece di comporle e impedisce il conseguimento di un’agghiacciante «uguaglianza», basata sullo spegnimento delle funzioni intellettuali e critiche. Sulla stupidità programmata.

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11 Novembre, 2012

La condizione giovanile nella vulgata di destra

by gabriella

La colpevolizzazione e l’odio per chi non ce la fa, in quanto inutile zavorra di una società altrimenti prospera, sono gli elementi che rendono riconoscibile, al di là degli schieramenti, la sociopatia ideologica dei protagonisti degli ultimi governi italiani. Dopo il “capitalismo compassionevole” à la Bush, la stigmatizzazione degli esclusi si adatta meglio ai tempi di crisi.

Vivete coi genitori? “bamboccioni” (Padoa Schioppa);

Siete dei “Neet”? “lazzaroni” (Vittorio Feltri);

Non siete ancora laureati? “sfigati!” (il viceministro Martone);

Siete alla ricerca di prima occupazione? “Andate ai mercati a scaricare cassette” (Brunetta);

Cercate un lavoro? “Non siate choosy” (Fornero);

Volete un consiglio? “L’agricoltura rende le persone sempre giovani…” (Fornero);

Non trovate lavoro? “Per forza, lo cercate accanto a mammà” (Cancellieri);

Ancora non lavorate? “poveri disgraziati” (Brunetta);

Siete precari? “L’Italia peggiore” (Brunetta);

Guadagnate 500 euro al mese? “Sfigati” (Straquadanio);

Cercate un posto fisso? “Che monotonia” (Monti);

Lo avete trovato, ma nel pubblico impiego? “fannulloni!” (Brunetta);

Lo state ancora cercando, non più giovanissimi? “generazione perduta” (Monti).


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