Posts tagged ‘Achille’

novembre 8th, 2016

Cornelius Castoriadis, L’invenzione greca della democrazia diretta

by gabriella

Cornelius Castoriadis spiega la logica e il funzionamento della democrazia greca, là dove il popolo è lo stato, le magistrature sono elette, ma i rappresentanti sono estratti a sorte e sottoposti a rigorosa rotazione. Lo fa ponendola magistralmente a confronto con le post-democrazie moderne, ormai oligarchie liberali.

Aggiungo, dopo il video dell’intervista filmata nel 1989 da Chris Marker per la Sept (la futura Arte France) – incluso nella serie L’héritage de la chouette – una scelta di passi significativi con mia traduzione. L’intero testo in francese è accessibile su mediapart.fr.

Ce n’est que le peuple qui doit vivre sous ses lois qui peut décider quelles sont les meilleures.

 

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maggio 26th, 2011

Agogé ἀγωγή

by gabriella

agogéTraggo da Studia Humanitatis questo articolo sulle forme di educazione arcaica della Grecia antica, consistenti in azioni di puro disciplinamento.

Il termine agōgḗ (in greco ἀγωγή), deriva dal verbo ἄγω, “guidare”, che indica l’azione di condurre a mano i cavalli. Applicato al mondo umano, il termine fu utilizzato dagli Spartani e dagli abitanti di Chio per riferirsi al processo con cui si “addomesticano” i ragazzi (con lo stesso significato con cui Nietzsche parla di Züchtung, NDR). In altre parole, i giovani erano considerati simili a puledri selvaggi che dovevano essere “domati” prima di entrare nella società degli adulti.

Dal momento che questa concezione della gioventù era molto diffusa in Grecia, risulta opportuno utilizzare la parola agōgḗ per indicare complessivamente i rituali e i costumi iniziatici della Grecia antica.

Un tempo, durante il periodo arcaico (VIII-VI secolo a.C.), i riti d’iniziazione erano diffusi in tutta la Grecia. Dall’inizio del periodo classico (V-IV secolo a.C.), tuttavia, nella maggior parte delle comunità urbane tali riti scomparvero del tutto o si ridussero a poche e più generiche cerimonie. Soltanto ai margini del mondo greco, nell’isola di Creta, particolarmente conservatrice, sopravvissero fino almeno al IV secolo a.C. alcune associazioni maschili che si riunivano nelle case degli uomini e sovrintendevano a veri e propri riti iniziatici. I giovani dovevano servire a tavola nelle case degli uomini e la loro bassa condizione era posta in evidenza dal fatto che dovevano indossare abiti logori e sedersi per terra.

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maggio 26th, 2011

L’areté omerica

by gabriella

Hector_Cassandra_Pomarici_Santomasi

Audiolezione: L’areté omerica

Lo studio dei modelli educativi sviluppati dalla civiltà occidentale, inizia con i greci. I greci, infatti, furono i primi a porsi il problema di cosa dovrebbe essere un uomo, cioè a riflettere consapevolmente sull’educazione (paideia) e sulle sue finalità (la virtù, l’eccellenza umana, o areté).

L’ideale umano della Grecia tra l’VIII° e il V° secolo a.C si incentra su un individuo che sviluppa la propria personalità sulla base delle proprie qualità fisiche e intellettuali e che si adopera per realizzare le migliori condizioni di convivenza nella polis, con la propria volontà e il proprio pensiero critico.  Questa è l’idea che nasce in Grecia prima nella poesia (Omero), poi nella filosofia e nella politica, dal cosiddetto Medioevo ellenico (1200 a. C.) all’ellenismo (VI° a. C.).

Il primo grande educatore dei greci (già secondo Platone) è stato dunque Omero. I due poemi dell’Iliade e dell’Odissea infatti ci permettono di cogliere il contenuto originario dell’areté (ἀρετή) antica (cioè della virtù, intesa come ciò che ognuno dovrebbe essere) dal momento del suo nascere (l’età micenea o medioevo ellenico) al suo sviluppo nella fase classica della cultura greca (paideia). Iliade ed Odissea furono composti infatti tra l’VIII e il VII secolo a. C. sulla base di tradizioni orali precedenti.

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