Posts tagged ‘statistica’

23 Febbraio, 2020

4. L’era dei Big data

by gabriella

Quinta lezione (qui la prima, seconda e terza) sui problemi della società digitale, dedicata ai Big data.

Come suggerisce The Age of Big Data, un’inchiesta BBC del 2013 – qui tradotta quasi integralmente – e un altro videoclip BBC disponibile qui, l’era dei grandi dati ha reso le informazioni prodotte dai e sui cittadini il principale strumento di potere e sviluppo economico.

La predicibilità e la modellizzazione dei comportamenti umani estratti dai Big Data sono ora la fonte planetaria del controllo e della creazione di ricchezza [la traduzione del documentario è lasciata in nero, il commento è evidenziato in amaranto].

Ad ogni tipo di società […] si può far corrispondere un tipo di macchina […]
Ma le macchine non spiegano nulla, si devono invece analizzare i concatenamenti collettivi
di cui le macchine non sono che un aspetto.

Gilles Deleuze, Controllo e divenire, 1990

 

Indice

1. Oltre Minority Report, la sperimentazione della Precrimine a Los Angeles

1.1 Il paradigma antropologico. Jeff Brantingham e il Predictive Policing
1.2 La mathesis universalis del XXI secolo

 

2. Oltre il paradigma della sorveglianza: il business dei Big Data

 

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12 Agosto, 2014

Presentazione dei dati statistici e distorsioni interpretative

by gabriella

trenoLe statistiche si prestano a distorsioni di tutti i tipi. In questo articolo di Ann van Ackere, docente alla London Business School, i metodi più diffusi di presentazione dei dati, quelli più appropriati e le tecniche di manipolazione più comuni.

tab1In questo articolo prendiamo in esame la trasformazione dei dati in informazioni. La parola dato indica i numeri così come questi vengono raccolti.

Ad esempio, la Tabella I  mostra dei dati sui ritardi dei treni relativi a 120 viaggi lungo uno specifico percorso. In questa forma, i dati forniscono ben poche informazioni. Un’occhiata alla tabella mostra che alcuni treni arrivano in orario e pochi subiscono ritardi molto lunghi.

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31 Maggio, 2014

Maurizio Sgroi, Le bugie dei Grandi Numeri: la rimozione dell’incertezza

by gabriella

Mark-Twain-StatisticsTraggo da The Walking Debt questo bell’articolo sulla funzione ideologica della statistica e sull’uso politico dei dati economici.

Dubitare delle statistiche è atto profondamente eversivo, ed è facile capire perché. I grandi numeri sono la base del ragionare economico contemporaneo, e osservare, pure timidamente, che non c’è alcuna certezza che non sia ipotetica nelle astrussime rilevazione dei istituti che se ne occupano, è capace di far franare la costituente stessa delle nostre economie, basate sul calcolo e la congettura, visto che per calcolare e congetturare servono dati certi.

Ora parrà a molti che questo argomentare appartenga alla percezione dilettantesca di chi, come me, sfogli a volo d’uccello questioni così complesse. Eppure, vedete: non è così. Ci sono fior di studiosi che si occupano di questa roba e fra i tanti ne ho scovato uno, Charles F. Manski, che ha pubblicato un Paper per il NBER eloquente già dal titolo: “Communicating Uncertainty in Official Economic Statistics”.

Capirete la mia sorpresa quando ho scoperto che le mie intuizioni malfondate sono meritevoli di disamina “scientifica”, e addirittura di conclusioni così disarmanti:

“Non sappiamo essenzialmente nulla su come il processo decisionale (quindi della politica, ndr) potrebbe cambiare se le agenzie di statistica comunicassero con trasparenza e con regolarità l’incertezza statistica”.

Già, l’incertezza.

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