novembre 14th, 2014

La scuola decretata

by gabriella

buona-scuola-renzi-giannini

decretoIl 15 novembre si è conclusa la pseudo consultazione con la quale Renzi e il Ministro Giannini hanno preteso di ascoltare le proposte dei cittadini sulla scuola, opponendo il loro pessimo modello alle tante elaborazioni collettive preesistenti.

Personalmente, mi sono rifiutata di compilare un questionario pilotato che affidava a pochi spazi residuali la possibilità di esprimere un parere su questa oscenità. Ho preferito rispondere con lo sciopero e con un’attività di informazione verso tutti quelli che pensano che la scuola li riguardi per ragioni non trascurabili di libertà e giustizia.

Infatti, a fronte dell’assunzione di metà dei precari oggi in servizio – peraltro imposta all’Italia dalla Corte di Giustizia europea (speriamo sia la volta buona almeno per questa metà) -, la scuola di Renzi è un progetto di precarizzazione degli insegnanti: da cattedra a organico funzionale e viceversa, oltre che sulle tre fasce di merito (di cui l’ultima, quella del 33%, potrebbe coincidere con la messa in mobilità prevista dalla L. 150/2009-Brunetta), di gerarchizzazione delle relazioni scolastiche (Preside; Nucleo di valutazione; Mentor; docenti mediamente bravi; docenti scadenti) e di mobilità permanente: geografica (nelle scuole), e professionale (da cattedra o organico funzionale e probabilmente perfino su insegnamenti affini alle discipline per le quali siamo abilitati).

marzo 1st, 2015

Ugo Fabietti, Globalizzazione. Esercitazione per la seconda prova

by gabriella

contadino indianoAnche le culture delle periferie del pianeta dimostrano una capacità di riflessione sui fenomeni di “ibridazione” di cui esse sono spesso il soggetto, l’oggetto e lo scenario privilegiati nel medesimo tempo. Risulta infatti interessante osservare come alcune culture riescano a produrre un proprio discorso, o commento, sui processi di trasformazione che ne segnano la storia presente. Il caso dei contadini di Bijapur (India meridionale) è, in questo senso esemplare. I coltivatori di questa regione parlano del loro presente come di un tempo “ibrido” o hibred kala e di loro stessi come hibred mandi, o gente “ibrida” (dove il temine hibred è chiaramente una contaminazione terminologica dall’inglese degli agronomi – indiani – che lavorano ai progetti di sviluppo delle aree rurali).

marzo 1st, 2015

Salvatore Biasco, La fiscalità di vantaggio nell’economia globale

by gabriella

marchionne_elkann_fiatUno stralcio dalla relazione tenuta nel settembre scorso dal deputato e docente di Politica monetaria internazionale Salvatore Biasco alla “European Interparliamentary Conference Under Article 13 of the Fiscal Compact”, organizzata per il semestre italiano di presidenza europea.

Il testo si incentra sulla competizione fiscale nell’economia di mercato e illustra i meccanismi della fiscalità di vantaggio [che ha portato a una tassazione del 2% dei grandi capitali multinazionali, mentre la pressione fiscale sul lavoro e sui beni immobili si è inasprita in modo insostenibile] e della tax avoidance (elusione fiscale) che generano, secondo la Commissione europea, una perdita di gettito di mille miliardi di euro solo nei paesi UE.

Come mostra il relatore [qui il testo integrale], la corsa al ribasso delle aliquote e la creazione di regimi particolaristici e preferenziali per il capitale estero, sposta la competizione dal piano industriale (efficienza, innovazione di prodotto) a quello delle opportunità fiscali, creando condizioni di disinvestimento del capitale e delle attività produttive e producendo un effetto spillover negativo sugli stati che la subiscono.

 

Un bilancio europeo

Introduzione e sintesi

E’ bene iniziare con una sintesi su ciò che tratta il saggio. Non é di percezione comune che in campo fiscale si giochino pezzi della regolazione del capitalismo mondiale. Ed é sfuggito a molti che – sempre in campo fiscale – é stata varata l’unica vera regola mondiale da molti anni a questa parte, siglata da un concerto di paesi a ottobre 2014, quella che porta allo scambio automatico di informazioni tra amministrazioni fiscali (di cui dirò). Pur essendo una rivoluzione da non sottovalutare, che pone qualche serio problema ai grandi patrimoni, a evasori e al denaro sporco, é una regola incompleta. Non pone, infatti, altrettanti problemi alla capacità della multinazionali di sfuggire legalmente alla tassazione, di sottrarre quest’ultima al paese in cui hanno prodotto reddito e sostanzialmente tenerla per sé, Non solo un danno di gettito, ma un’alterazione conseguente della concorrenza a proprio favore. Dovrà pure essere affrontata una situazione che vede imprese come Amazon, Apple, Starbrook e tantissime altre riuscire a pagare, sì e no, il 2% sui propri profitti, mentre altre sono soggette a tassazione piena e il lavoro é ipertassato.

febbraio 28th, 2015

La crescita e la bolla

by gabriella

Mentre i TG nazionali annunciano l’imminente ripresa, commentando dati istat sulla “crescita”, ieri Die Welt ha pubblicato il grafico del prossimo bubble burst, la cui rappresentazione spiega le ragioni della dichiarazione di Alan Greenspan, direttore della Federal Reserve fino al 2006 e protagonista delle massicce operazioni di quantitative easing del Tesoro USA, che alcuni giorni fa aveva avvertito in un’intervista che «qualcosa di grosso sta[va] per accadere».

Sismografo economia mondiale volge al bruttoIl grafico mostra il grado di finanziarizzazione dell’economia tedesca (il Dax è infatti uno dei maggiori indici della borsa di Francoforte, mentre il Baltic Dry si riferisce ai traffici marittimi). Notare la linea rossa in caduta (economia reale) in corrispondenza dei bubble burst del 1987, 2000 e (soprattutto) 2009, poi considerare l’enorme ampiezza della bolla attuale, con il Dax che decolla e l’economia reale che non si è ancora ripresa dall’ultimo scoppio del 2009 (la linea rossa è più bassa di quanto fosse nel 2009.

Qui sotto invece, la situazione fotografata domenica 1 marzo 2015 dal Corriere della Sera e commentata entusiasticamente, come di consueto, dal ministro Padoan. La differenza tra le due rappresentazioni è che il grafico tedesco è analitico e permette di comprendere perché il PIL tedesco è in crescita, mentre il caso italiano è assolutamente impenetrabile e il dato della crescita pretende di essere una buona notizia per sé. Si comprende così come, anche se l’oscillazione dello 0,1% non fosse (com’è) un semplice effetto di registrazione del tutto indipendente dalle variazioni di ciò che intende misurare (insomma, l’economia è in stagnazione con punte di recessione, non in crescita), la notizia dell’aumento del PIL non sarebbe necessariamente una buona notizia.

corriere 1 marzo

febbraio 26th, 2015

Street Art a Gaza

by gabriella

Banksy ha pubblicato un breve filmato che lo ritrae mentre dipinge i muri degli edifici distrutti a Gaza. L’artista si filma in prima persona, mentre entra a Gaza passando dai tunnel sotterranei che collegano la striscia all’Egitto, fingendo di proporre una nuova destinazione turistica allo spettatore occidentale: “Make this the year you discover a new destination”, o di illustrare le opportunità economiche che si aprono in un paese raso al suolo dove non è ancora stato consentito di far entrare del cemento.

Fra gli edifici distrutti dall’esercito israeliano durante l’ultima operazione militare si ergono i graffiti dell’artista, donne che piangono, bambini che giocano su una giostra costruita attorno a una torre di vedetta dell’esercito di Tel Aviv e un gattino che osserva un cumulo di rifiuti nascosto fra i detriti della città distrutta. Il video si conclude con la frase, scritta su un muro crivellato dai colpi:

If we wash our hands of the conflict between the powerful and the powerless we side with the powerful, we don’t remain neutral.

Se ci laviamo le mani del conflitto fra potenti e oppressi stiamo dalla parte dei potenti e non possiamo rimanere neutrali.

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febbraio 26th, 2015

The Freezing Homeless Child Experiment

by gabriella

New York. Un esperimento sociale – tra i tanti – mostra l’indifferenza dei passanti di fronte alla sofferenza di un bambino solo, intirizzito dal freddo. Molti non lo vedono nemmeno, altri probabilmente guardano e si rispondono «uno sbandato», «un trucco di genitori stranieri senza scrupoli o di sfruttatori».  Sui marciapiedi delle città, un povero, anche se si presenta nelle vesti di un bambino solo, non muove alla compassione, non è un uomo, non ha diritto alla solidarietà. Per questo l’unico a soccorrere il bambino, a includerlo nell’umanità, è un altro senzatetto. L’unico che sappia vedere nell’altro se stesso.

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febbraio 25th, 2015

Il signor G

by gabriella

Cito il signor G in 5H durante una lezione di filosofia e colgo sguardi interrogativi: allora eccolo qui.

febbraio 25th, 2015

TTIP e aumento delle diseguaglianze globali

by gabriella
protesta anti TTIP

La protesta contro l’accordo transatlantico del 19 febbraio scorso

Più del 97% degli intervistati di un sondaggio ufficiale dell’Unione Europea ha respinto l’accordo TTIP dopo che Barack Obama e 29 capi di governo dell’Unione europea l’avevano sostenuto lo scorso anno. TTIP under pressure from protesters as Brussels promises extra safeguards, titola il Guardian del 19 febbraio 2015. Tratto da Wazars.

I profitti della crescita economica vengono sempre più spesso captati da un ristrettissimo numero di personenel 2016 l’1% della popolazione mondiale possiederà più del restante 99%in grado di manipolare a proprio vantaggio i processi decisionali sempre meno trasparenti delle istituzioni internazionali.

febbraio 25th, 2015

Nadia Urbinati, Per la scuola non basta uno slogan

by gabriella

Il progetto privatistico della scuola di Renzi sotto la lente di una commentatrice liberale.

buona-scuola-renzi-gianniniIl Presidente del Consiglio lancia l’ambizioso progetto “la buona scuola”. Lo fa alla fine di una consultazione con i diretti interessati (alunni, docenti e famiglie) che egli stesso ha giudicato un evento unico, non solo nel nostro Paese. In una recente puntata di Piazzapulita si è avuto modo di capire che le cose non stanno proprio in questi termini: l’ascolto è stato pilotato e molti temi concreti che le scuole statali hanno urgente bisogno di discutere e risolvere non hanno avuto centralità, anche perché poco attraenti. In effetti, parlare della mancanza cronica di carta igienica nelle scuole statali di ogni ordine e grado, sapere che i genitori si autotassano ormai abitualmente per coprire le spese ordinarie degli istituti frequentati dai loro figli che lo Stato non copre: tutta questa concretezza non consente di fare spot attraenti sulla buona scuola del futuro. Tuttavia questi sono i problemi. Che non svaniscono con gli slogan: “Sì, serve la carta igienica, ma fateci sognare”. Semmai, si potrebbe dire al presidente Renzi che i sogni li dovrebbero poter fare le scuole, non il governo. E vi è di che dubitare che questi provvedimenti ben propagandati vi riescano.

Prima di tutto perché lo Stato ha dichiarato di non potere coprire le spese delle sue scuole. È come se dicesse: non possiamo garantire i diritti civili perché non abbiamo soldi a sufficienza per sostenere i tribunali. Non ci sono fondi a sufficienza. Ma se lo Stato (e i suoi organi amministrativi) finanziasse solo le sue scuole, come la Costituzione gli comanda, i soldi non sarebbero un problema così emergenziale. A fine gennaio l’Espresso ha dedicato al depauperamento della scuola statale un’inchiesta ben fatta. Eccone il senso:

“Settecento milioni l’anno di denaro pubblico vanno ad aiutare gli istituti paritari, mentre lo Stato non ha soldi neppure per rendere sicure le aule. Un flusso che parte dal ministero dell’Istruzione, dalle Regioni e dai Comuni e finisce senza controlli ad enti privati di scarsa qualità o dove i professori ricevono stipendi da fame”. Governatori e sindaci, continua l’Espresso, alimentano un fiume carsico di denaro pubblico per le private, un federalismo scolastico che si somma alla sovvenzione ministeriale. L’articolo 33 della Costituzione è raggirato, e non da oggi, con l’escamotage degli aiuti alle famiglie. La Costituzione sembra non avere forza, sembra parlare la lingua dei sogni, ma non di quelli che piacciono a chi la dovrebbe attuare.

febbraio 25th, 2015

Men In Skirts

by gabriella

Dopo lo stupro e l’omicidio di una studentessa turca che viaggiava in autobus indossando una gonna troppo corta, perciò colpevole, secondo il suo aggressore, di «atteggiamento provocante», alcuni uomini turchi hanno inscenato una protesta per decostruire pubblicamente questo vecchio argomento maschilista.

febbraio 21st, 2015

Malcolm X, Con ogni mezzo necessario

by gabriella

Il 21 febbraio 1965 moriva in un agguato Malcolm x. Per ricordarne la figura, propongo alcuni spezzoni dei discorsi e delle interviste più incivisi dell’attivista afroamericano, l’inizio del film a lui dedicato da Spike Lee e due ottime biografie raccontate da Correva l’anno e Wikiradio.

E’ il 17 marzo 1963, intervistato in un dibattito televisivo, Malcolm X (all’anagrafe Malcolm Little) spiega perchè un nero non ha un cognome equivalente a quello dei bianchi, visto che la propria discendenza e la propria memoria sono state distrutte dalla schiavitù.

11 ottobre 1963, Università di Berkley. Il format del dibattito è incentrato implicitamente sulla contrapposizione tra i movimenti di protesta degli afroamericani, in particolare tra il pacifismo nonviolento di Martin Luther King e il movimento dei black muslims. E’ un ricercatore nero a chiedere a Malcolm se i musulmani

«fanno uso di mezzi violenti per raggiungere i propri obiettivi».

Los Angeles 5 maggio 1962

«Chi pensa che voi odiate voi stessi? La vostra pelle, il vostro naso, la vostra bocca?»


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