settembre 5th, 2014

David Harvey a Passignano (Perugia)

by gabriella

david-harveyGiovedì 18 settembre 2014, alle 18,00

David Harvey interviene ad un dibattito sul «capitalismo estrattivo»

organizzato dal Seminario annuale di EuroNomade a Passignano

Locandina-definitiva-passignano-small

 

settembre 13th, 2014

Le emozioni

by gabriella

sofferenzaDi solito pensiamo alle emozioni come a sensazioni soggettive provocate dall’ambiente fisico o sociale. Queste sono invece solo una componente dell’esperienza emotiva, accan­to ai pensieri, alle modificazioni fisiologiche e ai comportamenti espressivi.

La componente cognitiva

mamba

Topo e serpente: reazione di fuga

Negli animali inferiori certi stimoli producono una reazione di scarica immediata su base innata. Il movimento strisciante di un serpente pro­duce immediatamente nel topo una risposta di fuga. L’avvicinarsi di un gatto determina istantaneamente l’attacco da parte del pettirosso femmina in difesa del nido. Questi comportamenti emotivi sono istintivi: l’attacco e la fuga compaiono ogni volta che la sopravvivenza è messa in pericolo. Nel cervello dei rettili, infatti, gli stimoli sensoriali attivano immediatamente i centri di risposta dell’aggressività siti nel tronco encefalico, ciò che rende automatiche e molto veloci le risposte emotive, aumentando le possibilità di sopravvivenza degli individui. Lo stesso accade nel pettirosso.

settembre 7th, 2014

Richard Thompson, Lo sviluppo del cervello

by gabriella

teen-brainIl cervello umano cresce e si sviluppa a una velocità sorprendente — nei nove mesi che vanno dalla fecondazione alla nascita produce neuroni a una velocità media di 250.000 al minuto. Questi miliardi di cellule nervose aumentano in un modo che all’inizio sembra caotico, ma in seguito, gradualmente, vanno a formare quella miriade di vie e strutture nervose (12 miliardi di neuroni) che si trovano in tutti i cervelli umani adulti. In effetti, i circuiti principali presenti nel cervello sono fondamentalmente gli stessi in tutti i mammiferi, in quanto lo sviluppo strutturale del cervello è in gran parte predeterminato. Il progetto di base di questo complesso “impianto” deriva dai geni e dalla loro interazione con l’ambiente cellulare durante lo sviluppo, dall’uovo fecondato all’adulto.

Rimane ancora misterioso il processo di crescita e sviluppo che porta il cervello a diventare la struttura più complessa dell’universo conosciuto. Molti pensano che nel materiale genetico dei cromosomi, il DNA, vi sia una “fotocopia” della persona, compreso il cervello, ma non è così.

dnaIl DNA presente nel nucleo di una cellula contiene un numero sorprendente di informazioni — quante, è stato valutato, ne contiene un’enciclopedia in parecchi volumi e codifica qualche milione di proteine, ma il numero delle connessioni fra i neuroni nel cervello umano è di gran lunga superiore.

settembre 7th, 2014

L’apprendimento negli ambienti d’apprendimento

by gabriella

ragazza studiosaNegli ambienti d’apprendimento, come la scuola, si impara in molti modi diversi. Aspetti consapevoli ed inconsci entrano in gioco nella motivazione, nell’osservazione, nella ristrutturazione cognitiva, nel rinforzo e in una serie di vincoli e condizionamenti che agiscono attraverso la didattica, la relazione docente-allievo, il clima di classe.

 

La motivazione ad apprendere

«Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare un solo giorno in vita tua».

Confucio, Massime, VI secolo a. C.

Il primo fattore ad influenzare la qualità e la velocità dell’apprendimento è la motivazione, vale a dire la spinta emotiva a studiare e l’interesse per l’oggetto dell’apprendimento che fanno nascere il desiderio (eros) di impadronirsene.

Nel pensiero occidentale il primo ad affermare che educazione ed apprendimento hanno a che fare con l’eros è stato Platone (V a.C.) e a lui si richiamano molti autori successivi. Recentemente, gli psichiatri Miguel Benasayag e Carl Schmit hanno parlato di pulsione epistemofilica, termine con cui hanno indicato quel«la volontà di sapere e comprendere per abitare il mondo», capace di sconfiggere la tristezza e il vuoto dell’epoca contemporanea [Benasayag, Schmit, L'epoca delle passioni tristi, 2004].

settembre 2nd, 2014

Welfare State, origini e declino

by gabriella

Origini, universalizzazione e de-universalizzazione del Welfare

Elisabetta I

La prima legge contro il vagabondaggio (Old Poor Law) è del 1600

L’espressione inglese Welfare State, «Stato del benessere» è stata coniata in Gran Bretagna durante la seconda guerra mondiale, per indicare il complesso di politiche pubbliche (detto anche «stato sociale») messe in atto da uno stato che interviene, in un’economia di mercato, per garantire assistenza e benessere ai cittadini, modificando e regolamentando la distribuzione dei redditi generata dalle forze del mercato.

Fino alla Rivoluzione industriale gli interventi di protezione sociale (Poor Law, 1600) si manifestarono come assistenza alla povertà. Nel corso del XIX secolo invece, in seguito al processo di industrializzazione e alla necessità di intervenire sulle drammatiche condizioni di vita del proletariato urbano, si definì un sistema di assicurazioni sociali per fronteggiare le più gravi situazioni di disagio e costruire consenso sociale.

settembre 2nd, 2014

Robert Kig Merton, Il teorema di Thomas e la profezia che si autoadempie

by gabriella
crisi del 29

La crisi del ’29

Nei passi che seguono, tratti da Teoria e struttura sociale [1949, Il Mulino, Bologna 1971], Merton illustra il teorema di Thomas e la profezia che si autotoadempie che ne è un’applicazione concreta. Secondo il teorema di Thomas, ciò che pensiamo della realtà sociale diventa reale nelle sue conseguenze.

In una serie di lavori raramente consultati fuori del mondo accademico, William Isaac Thomas, il decano dei sociologi americani, ha esposto un teorema fondamentale per le scienze sociali:

«Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze».

Se il teorema di Thomas e le sue implicazioni fossero più ampiamente conosciute, ci sarebbero tanti più uomini che capirebbero meglio il funzionamento della nostra società. Sebbene non abbia l’equilibrio e la precisione di un teorema di Newton, questo teorema ha una uguale rilevanza essendo utilmente applicabile, se non a tutti, a moltissimi processi sociali.

agosto 29th, 2014

La globalizzazione

by gabriella

globa

No, non parlerei di ottimismo .. Come si può essere ottimisti di fronte all’attuale situazione del mondo? D’altra parte, come si fa ad essere soltanto pessimisti? Il mondo che ci sta di fronte è carico di paradossi che non possono che renderci perplessi.

Ulrich Beck, La società globale del rischio. Discussione con Danilo Zolo, 1999

I termini globalizzazione e mondializzazione sono entrati nel lessico sociologico negli anni ’80, per indicare un vasto insieme di fenomeni connessi all’aumento dell’integrazione economica, sociale e culturale tra le diverse aree del mondo.

In quegli anni iniziava infatti a delinearsi l’esito dell’accelerazione di processi tipici della modernizzazione, prima tra tutte l’integrazione economica già descritta da Marx nel XIX secolooltre che lo sviluppo di una rete di comunicazione planetaria che McLuhan indicava nel 1968 come l’infrastruttura del «villaggio globale», ossimoro sociologico con cui lo studioso canadese alludeva all’abbattimento simbolico dello spazio e della distanza e alla nuova vicinanza tra genti lontane [non escludente una nuova lontananza tra vicini] generata dai media elettrici, poi elettronici.

agosto 25th, 2014

Condominium

by gabriella

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Le torri sembravano quasi sfidare il sole stesso [...] la mattina dal suo studio Laing
vedeva le loro ombre ruotare sui parcheggi e le piazze vuote del complesso, come chiuse che si alzavano per far passare la luce del giorno. Con tutte le sue riserve, Laing era però il primo ad ammettere che quegli enormi edifici erano riusciti nel loro intento di colonizzare il cielo.

Per molti versi il grattacielo era il perfetto modello di tutto ciò che la tecnologia
aveva fatto per rendere possibile l’espressione di una psicopatologia autenticamente libera.

James G. Ballard, Condominium, 1975

Il progetto di un grattacielo a spirale completamente autarchico ha vinto il “SuperSkyScrapers Award 2014″ di Londra, conquistando la giuria con un design che incarna un ideale organicista, di autosviluppo vorticoso infinito.

“The Endless City in Height” è formato da due lunghe rampe a spirale intrecciate tra loro, sostenute da tubi in acciaio e collegate da ponti e stradine. Il progetto mostra un edificio dalla forma conica, completamente aperto, con piazze, parchi e negozi che si sviluppano su 55 piani, in una superficie di circa tremila metri quadrati: una città verticale, più stretta alla base e più larga in cima, come l’Inferno dantesco.

infernoIl progetto di questi architetti londinesi, ignari del racconto distopico dedicatogli trent’anni prima da James Ballard, High Rise (trad. it. Condominium), verrà realizzato nell’area di espansione urbana della metropoli inglese. Scritto nel 1975, Condominium racconta la rapida degenerazione delle relazioni sociali in un lussuoso grattacielo londinese, nel quale le linee moderniste di un condominio di vetro ed acciaio producono il tragico adattamento dei residenti al sistema di vita incarnato nel design, fatto di ostilità e competizione, sopraffazione e ostentazione della differenza:

«Laing [...] già poco tempo dopo il suo arrivo nel condominio, aveva comunque dovuto notare attorno a lui una straordinaria quantità di antagonismi appena velati. Il grattacielo aveva una seconda vita tutta sua. [...] poco sotto la schiuma del pettegolezzo professionale si stendeva una dura cappa di rivalità personali. A volte aveva la sensazione che tutti stessero aspettando che qualcuno facesse un grosso errore [...]».

agosto 16th, 2014

Wall Street, The Song of the Meal

by gabriella

The Song of The Meal è cantata dai broker Mark Hannah e Jordan Belfort durante il pranzo del primo giorno di lavoro di Belfort a Wall Street, una scena di The Wolf of Wall Street (magistralmente interpretata da Matthew McConaughey), realizzato da Scorzese nel 2013 dall’autobiografia di Jordan Belfort.

Il nome di questo autentico canto tribale del broker viene dall’invito di Hannah al giovane collega “to fuck the client” e “put the meal on the table”. In questa preziosa testimonianza etnografica dello stile di vita del potere finanziario emerge la consapevolezza di esistere per frodare il cliente, di fare soldi per i soldi e di non creare nulla, ma essere agenti della perpetua rivoluzione del fake che Hannah battezzafugazi“, con i soli alleati di “cocaine” and “sex” “addictions” [lo versione italiana è, eventualmente, qui nel pessimo doppiaggio realizzato].

 

Tootski?

Oh, no. Thank you, though.

Mr. Hanna, what can I bring for you on this glorious afternoon?
Well, Hector, here’s the game plan. You’re gonna bring us two Absolut martinis.You know how I like them. Straight up. And then precisely seven and one half minutes after that, you’re gonna bring us two more. Then two more after that every five minutes until one of us passes the fuck out.

Excellent strategy, sir.
I’m good with water for now.
Thank you.

It’s his first day on Wall Street. Give him time.

agosto 16th, 2014

Zygmunt Bauman, Amore liquido

by gabriella

amore-liquidoQuattro lezioni dedicate ad Amore liquido. Liquid Love. On the Frailty of Human Bonds, Cambridge-Oxford, 2003, trad. it., Bari-Roma, Laterza, 2003.

L’eroe di questo libro, dice Bauman nella Prefazione, è «l’uomo senza legami». Così come il celebre personaggio di Musil (l’Ulrich de L’uomo senza qualità) era un soggetto alla ricerca di una identità, senza che nessuna delle qualità acquisite avesse garanzia di durata in un mondo sconcertante e mutevole, il protagonista del saggio di Bauman è l’uomo della modernità liquida, cioè di quella fase dell’età contemporanea che si caratterizza per lo stato mutevole e instabile di ogni sua forma organizzativa (famiglia instabile, ricomposta, multipla, informale; denatalità – lavoro precario, a chiamata, intermittente; ecc.).


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