aprile 13th, 2014

Lo scambio culturale con l’Olanda

by gabriella

olandaDopo aver ospitato in ottobre studenti e insegnanti del Liceo Marianum, dal 5 al 12 aprile 2014 siamo andati noi a Groenlo (NL).

Il reportage fotografico che ho realizzato documenta la realtà della scuola statale di un paese prospero 2014-04-08 17.51.32e poco popoloso [poco meno di diciassette milioni abitanti] che negli ultimi anni ha beneficiato del vantaggio competitivo dell’euro [anche se nel 2013 ha fatto esperienza dello scoppio della bolla immobiliare, testimoniata dalle molte case in vendita]. Ecco la scuola che ci ha accolto.
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settembre 28th, 2016

Sigmund Freud, Il sogno dell’iniezione di Irma

by gabriella
freud-1890

Freud nel 1890

L’autoanalisi di un sogno condotta da Freud ne L’interpretazione dei sogni (1900) è la prima applicazione della psicanalisi alla decifrazione del suo significato (il sogno è la soddisfazione allucinatoria di un desiderio) e della sua articolazione in contenuto latente e contenuto manifesto realizzata dal lavoro onirico.

Premessa

Durante l’estate del 1895 avevo curato con la psicoanalisi una gio­vane signora che era in rapporti di amicizia con me e la mia famiglia. Si può prontamente comprendere come una relazione mista di questo genere possa essere fonte di molti turbamenti per un medico e in par­ticolare per uno psicoterapeuta. Mentre l’interesse personale del me­dico è grande, la sua autorità è minore; qualsiasi fallimento sarebbe una minaccia per l’antica amicizia con la famiglia del paziente. Que­sta cura era finita con un successo parziale; la paziente era guarita della sua angoscia isterica, ma non aveva perso tutti i sintomi somati­ci del processo isterico, così le proposi una soluzione che sembrava non voler accettare. Mentre eravamo così in disaccordo, avevamo interrotto la cura per le vacanze estive. Un giorno venne a trovarmi un collega più giovane, uno dei miei più cari amici, che era stato con la mia paziente, Irma, e la sua famiglia nel luogo dove villeggiavano.

settembre 28th, 2016

Che cos’è la filosofia

by gabriella

La nascita della filosofia

Tutti gli uomini, per natura amano la conoscenza

Aristotele, Metafisica, A, 980a

Anche se il concetto di filosofia emerge nel V secolo, Aristotele e l’intera tradizione della storia della filosofia considerano filosofi i primi pensatori greci vissuti agli inizi del VI° secolo a. C. nelle colonie greche della Ionia (Asia Minore) – coloro che agli inizi «hanno filosofato intorno alla verità», Aristotele, Metafisica, I- e precisamente nella città di Mileto (Talete, Anassimandro, Anassimene), Efeso (Eraclito), Colofone (Senofane), Clazomene (Anassagora).

Socrate (470-69 - 399 a. C.)

Socrate (470-69 – 399 a. C.)

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Platone e Aristotele

Protagora

Protagora

Ciò che distingue la sapienza di questi pensatori dalle forme di sapere precedenti (e da quelle nate in Oriente) è che essa si presenta come una ricerca razionale che nasce da un atto di libertà di fronte alla tradizione, al costume e a qualunque credenza accettata come tale. I filosofi polemizzano sin dall’inizio con l’educazione tradizionale, la cultura greca e il mito. Ne sono esempi maturi Socrate, la cui condanna a morte aveva per motivo proprio la critica radicale a cui sottoponeva ogni aspetto della cultura e delle istituzioni ateniesi, nonché Platone e Aristotele nella loro battaglia contro retori (i politici) e poeti (e prima ancora Anassagora e Protagora).

La filosofia greca è una forma di indagine razionale. Ciò significa non solo che le dottrine filosofiche sono un prodotto della ragione di chi le elabora, ma anche e soprattutto, che è possibile discuterle facendo appello ad argomenti razionali, che è possibile criticarle, ed eventualmente confutarle se la ragione ci mostra soluzioni più convincenti.

settembre 25th, 2016

Sigmund Freud, Cinque conferenze sulla psicanalisi

by gabriella
Clark University

Clark University – Boston

Tra il 6 e il 10 settembre 1909,  Freud tenne le cinque seguenti conferenze sulla psicoanalisi alla Clark University di Worcester (Boston).

 

Prima conferenza

Signore e signori, è per me un’esperienza nuova, direi quasi imbarazzante, tenere una conferenza davanti a un pubblico di studiosi del Nuovo Mondo. Credo di dovere tale onore al fatto che il mio nome è associato al tema della psicoanalisi e, di conseguenza, è della psicoanalisi che vi parlerò.

Cercherò, dunque, di darvi in forma succinta un panorama storico delle origini e dei successivi sviluppi di questo nuovo metodo di ricerca e di cura. Posto che sia un merito l’aver creato la psicoanalisi, questo merito non è mio. Io ero solo uno studente, tutto preso a superare gli ultimi esami, quando un altro medico viennese, il dottor Joseph Breuer (1), applicò per la prima volta questo metodo al caso di una ragazza isterica (1880-1882). Dobbiamo perciò occuparci subito della storia e del trattamento di detto caso, che troverete descritto in dettaglio in Studi sull’isteria, che Breuer e io pubblicammo in un secondo tempo (2).

Josef-Breuer

Joseph Breuer (1842 – 1925)

Ma consentitemi prima un’osservazione. Ho notato con grande soddisfazione che la maggior parte degli ascoltatori non appartiene alla classe medica. Non preoccupatevi: per seguire la mia esposizione non occorre una preparazione medica specifica.

settembre 24th, 2016

Treccani, Le parole valgono

by gabriella

Due spot Treccani sull’importanza del codice linguistico come elemento costitutivo della personalità e fattore di distinzione sociale. Poiché le parole costituiscono il mondo, hanno anche il potere di cambiarlo, di qui la campagna di solidarietà promossa da Treccani e Croce Rossa #leparolevalgono.

I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo

Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus 5.6

settembre 24th, 2016

I milesii. Talete, Anassimandro, Anassimene

by gabriella

 

Talete

Mileto

L’acqua è il principio di tutte le cose perché è in tutto e senza di lei non c’è niente. L’acqua è senza forma, perciò può assumere tutte le forme: il divenire perciò si spiega le trasformazioni dell’elemento originario, costitutivo di tutta la realtà.

Per Talete dì Mileto (626  a.C -548 ca) il principio (archè) di tutte le cose è l’acqua. Secondo Aristotele, Talete ricavò forse questa convinzione constatando che il nutrimento di tutte le cose è umido; che il caldo stesso vive dell’elemento umido; che i semi di tutte le cose hanno natura umida e che l’acqua è il principio naturale delle cose umide.

acqua

Acqua è l’arché

Talete sostenne anche – continua Aristotele – che la terra poggia sull’acqua. Quest’ultima quindi, stando sotto, fonda e sorregge tutte le cose. E’ probabile che Talete sia giunto alla conclusione che l’acqua è il principio della natura sulla base di prove elementari: senza acqua non c’è vita; dunque all’acqua, quell’acqua concreta che beviamo e che è nutrimento per la natura, sono riconducibili tutte le cose.

Con ogni probabilità Talete era mosso anche da considerazioni di ordine pratico: aveva studiato gli effetti delle piene del Nilo ed era influen­zato sia dalla tradizione marinara degli abitanti di Mileto, sia dalle culture fluviali egiziane e mesopotamiche, che lo spingevano a vedere nell’acqua l’elemento indispensabile per la sopravvivenza dell’uomo.

settembre 21st, 2016

La natura come problema

by gabriella

physis

Physis

Tra l’età di Omero (IX-VIII sec.) e l’età di Socrate (seconda metà del V sec.), all’interno della cultura greca si sviluppa un originale movimento di pensiero che pone come oggetto di studio e di indagine la natura (physis). Aristotele chiama questi pensatori fisici o fisiologi, cioè studiosi della natura o naturalisti. Con essi si è soliti dare inizio alla filosofia.

Il termine italiano natura designa l’insieme delle cose e degli esseri esistenti nell’universo. Esso deriva dalla radice latina gna (in greco gen), che significa generazione, da cui il verbo latino nasci, nascere. Analogamente, la parola greca physis. appartiene alla radice phyo, genero, cresco. La physis è dunque la totalità delle cose che esistono, che nascono, che vivono, che muoiono, cioè il mondo delle cose del cielo e della terra, che si offre al nostro sguardo ed è oggetto della nostra esperienza quotidiana.

settembre 21st, 2016

La polemica antiinnatista del saggio sull’intelletto umano

by gabriella

john_lockeIn polemica con i neoplatonici di Cambrige, in questo brano del Saggio sull’intelletto umano, Locke mostra che quanto si pretende posseduto universalmente dalla nascita, come i principi logici e le idee morali, è invece acquisito dall’esperienza.

Alcuni ritengono, come opinione incontestabile, che nell’intelligenza vi siano certi principi innati, certe nozioni pri­marie, altrimenti dette nozioni comuni, caratteri, per dir così, impressi nella nostra mente, che l’anima riceve fin dal primo momento della sua esistenza, portandoli con sé nel mondo.

Se i miei lettori fossero liberi da ogni pregiudizio, per con­vincerli della falsità di questa supposizione non avrei che a mostrar loro […] come gli uomini possano acquistare tutte le co­noscenze che hanno mediante il semplice uso delle loro fa­coltà naturali, senza il soccorso di alcuna nozione innata; e co­me possano raggiungere la certezza, senza aver bisogno di al­cuna di tali nozioni o principi originari.

Poiché, a mio avviso, ognuno converrà facilmente che sa­rebbe incongruo supporre le idee dei colori innate in una crea­tura, cui Dio ha dato la vista e il potere di ricevere queste idee mediante gli occhi dagli oggetti esterni. E non sarebbe meno irragionevole attribuire a delle impressioni naturali e a dei ca­ratteri innati la conoscenza che noi abbiamo di molte verità, quando possiamo osservare in noi stessi l’esistenza delle facoltà appropriate a farci conoscere quelle verità con altrettanta faci­lità e certezza come se impresse nella mente fin dall’origine […].

settembre 20th, 2016

John Locke, L’origine delle idee e dell’idea di sostanza

by gabriella

ideeDa dove vengono le idee che abbiamo

Poiché ogni uomo è consapevole di pensare, e poiché ciò cui il suo spirito si applica mentre pensa sono le idee che vi si trovano, è fuori dubbio che gli uomini hanno nel loro spirito molte idee; come ad esempio quelle espresse dalle parole bianchezza, durezza, dolcezza, pensare, movimento, uomo, elefante, esercito, ubriachezza e così via. La prima domanda da porsi è dunque: come gli vengono queste idee? (1)

So che è dottrina comunemente ammessa che gli uomini ab­biano idee e caratteri originari stampati nel loro spirito fin dal pri­mo momento della loro esistenza. Ho già esaminato diffusamente quest’opinione, e credo che ciò che ho detto nel Libro precedente sarà più facilmente accolto quando avrò mostrato da dove l’intel­letto può procurarsi tutte le idee che ha e in quali modi e gradi esse possono giungere allo spirito: sul che mi appellerò all’osser­vazione e all’esperienza di ognuno (2).

settembre 20th, 2016

Il caso di Elizabeth von R.

by gabriella

elizabeth von rIl caso di Elizabeth von R. è interessante perché è il primo in cui Freud fa a meno dell’ipnosi e perché introduce al caso di Dora il cui approccio da parte di Freud può essere considerato un vero e proprio trattamento psicoanalitico. Tratto da Sublimazioni di Saverio Tomaselli con integrazioni e modifiche.

Freud prese in cura Elisabeth von R. per dei dolori alle gambe che le si erano presentati due anni prima. Anche se nella paziente non emerge il quadro clinico tipico dell’isteria, dopo alcune sedute Freud confermò la diagnosi d’isteria fatta dal collega che gli aveva inviato la paziente. L’anamnesi del caso aveva evidenziato una serie d’eventi dolorosi che la paziente dava l’impressione d’aver assorbito, riuscendo a vivere con sufficiente serenità: la “belle indifference” delle isteriche, aveva pensato Freud.

I motivi che lo avevano spinto a non servirsi dell’ipnosi, risiedevano, tra l’altro, nella convinzione che la paziente era a conoscenza di ciò che aveva determinato la malattia; si trattava, quindi, di convincerla a rivelare questo suo segreto. Ecco come Freud descrive il trattamento:

“Così, in questa prima analisi completa di un’isteria da me intrapresa, arrivai ad un procedimento che in seguito ho eretto a metodo e introdussi deliberatamente un procedimento di svuotamento strato per strato, che ci piaceva paragonare alla tecnica del dissotterrare una città sepolta. Mi facevo, anzitutto, narrare ciò che era noto alla paziente, badando con attenzione ai punti in cui un nesso rimaneva enigmatico, in cui sembrava mancare un anello nella catena delle cause, e penetravo poi negli strati più profondi della memoria, facendo agire in quei punti l’esplorazione ipnotica o una tecnica equivalente”.

settembre 14th, 2016

Olmo Viola, Culture animali, da migliaia di anni

by gabriella
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Scimmia cappucino apre un anacardo

La nostra specie è la sola che possa dirsi “culturale”? Esistono forme di cultura in altre specie? La cultura, oltre a comporre l’identità di molte società e individui umani, è anche un insieme complesso di comportamenti a cui si ricorre per ricordare quanto la nostra specie sia distinta dal resto dei viventi. Ma a uno sguardo più attento la continuità evolutiva sembra prevalere sulla nostra discontinuità eccezionale. Questi ripensamenti sono motivati oggi da una serie di nuove scoperte e ricerche etologiche. La più recente riguarda le scimmie cappuccino. Tratto da La Mela di Newton.

Chi non conosce le scimmie cappuccino (sottofamiglia alla quale appartengono due generi e varie specie)? Un po’ perché famose grazie alle molte performance sul grande schermo televisivo, spesso presenti in film e serie tv, un po’ perché impiegate nell’aiuto di persone paraplegiche. La ragione per cui vengono addestrate per aiutare persone paraplegiche è che si tratta di scimmie estremamente socievoli e intelligenti, nonché capaci di utilizzare strumenti. È per questo che sono ben note tra gli etologi, in quanto fanno parte di quella élite di animali capaci di produrre e manipolare strumenti per determinati fini. Un mese fa si è aggiunto un ulteriore motivo per accrescere la fama di questi primati: su Current Biology [1] è stato pubblicato un articolo nel quale viene descritta una tradizione di uso di strumenti litici, da loro prodotti, antica di ben 700 anni.


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