novembre 14th, 2014

La scuola del grande twittatore

by gabriella

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Poco importa al “Grande Twittatore” che il disegno di legge a cui si ispira la “buona scuola” (Aprea-Ghizzoni) sia stato più volte bocciato da cittadini, genitori, insegnanti e studenti. Un articolo di Alvaro Belardinelli fa il punto sul nuovo attacco alla scuola pubblica statale (assunzioni dei precari, school bonus ..), in coda l’analisi della “Buona scuola” preparata da me a novembre in occasione di un convegno CESP.

aprile 15th, 2015

La Resistenza italiana e il 25 aprile

by gabriella

Ezio Giaccone, 26 anni, ucciso dai fascisti a Bologna nella battaglia dell’Università il 20 ottobre 1944

La guerra di liberazione italiana dal fascismo e dall’occupante nazista nasce dopo l’armistizio dell’8 settembre 1944 e si conclude con le giornate dal 19 al 25 aprile 1945 nelle quali i partigiani proclamano l’insurrezione generale, liberando città, occupando fabbriche, prefetture, caserme, spesso entrando prima degli “alleati” nelle città presidiate da fascisti e tedeschi.

E’ stato un vasto fenomeno di ribellione popolare che ha unito persone di diversa estrazione sociale, ruolo, orientamento politico. Resistettero reparti del regio esercito – dalla Divisione Aqui a Cefalonia ai 650.000 militari (IMI) che, fatti prigionieri dai tedeschi, preferirono la deportazione nei campi di sterminio all’adesione al fascismo e alla collaborazione con la Repubblica di Salò (morirono in 400.000) – disertarono e presero la via della montagna o difesero armati le cittàattaccando reparti tedeschi o carceri e questure fasciste - studenti, operai, maestri. Morirono in cinquantamila, 70 anni fa.

Quando l’ingiustizia diventa legge,
la resistenza diventa dovere.

Bertold Brecht

aprile 15th, 2015

Massimo Priviero, A fine estate del quarantatre. Stormy Six, Stalingrado/La fabbrica. La sepoltura dei morti

by gabriella

Sai adesso qui con la mia banda tiro in faccia a chi ci mandò a morire
lo faccio per quei ragazzini e per quei muli contadini
e lo farò finché non ci sarà pane, giustizia e libertà.
E venne ancora aprile ..
ora la guerra è davvero finita.

aprile 15th, 2015

Risiera di San Sabba, Lettera di Pino Robusti alla fidanzata

by gabriella

Trieste, 5 aprile 1945

Laura mia,

mi decido di scrivere queste pagine in previsione di un epilogo fatale e impreveduto. Da due giorni partono a decine uomini e donne per ignota destinazione. Può anche essere la mia ora. In tale eventualità io trovo il dovere di lasciarti come mio unico ricordo queste righe.

Tu sai, Laura mia, se mi è stato doloroso il distaccarmi, sia pure forzatamente da te, tu mi conosci e mi puoi con i miei genitori, voi soli, giustamente giudicare. Se quanto temo dovrà accadere sarò una delle centinaia di migliaia di vittime che con sommaria giustizia in un campo e nell’altro sono state mietute.

aprile 15th, 2015

Ultima lettera di Luigi Rasario, da “Tra un’ora la nostra sorte”

by gabriella

Traggo da Le parole e le cose un paragrafo di Tra un’ora la nostra sorte. Le lettere dei condannati a morte e dei deportati della Resistenza (Roma, Carocci, 2013) di Sergio Bozzola, una rilettura formale e tematica delle lettere autografe pubblicate in Ultime lettere dell’INSMLI, Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia. Il testo della lettera di Luigi Rasario, partigiano ventenne attivo sulle montagne del novarese, è riprodotto secondo l’ortografia, la sintassi e l’impaginato del manoscritto, che si può cercare nel sito INSMLI.

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Luigi Rasario

Luigi Rasario (1924 – 1944)

Novara 26-4-1944

Cari genitori vi do i miei
ultimi saluti vostro
figlio Luigi che moio
innocente bè non
importa niente tanti
saluti al mio povero Renato
ed il povero Carlo venite a
prendere la roba che cio qui
a Novara, cari genitori
non preoccuparti di me

[viva l’Italia]

aprile 15th, 2015

Mirka

by gabriella
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Paola Garelli (1916 – 1944)

Le ultime parole di Paola Garelli alla figlia: «una sola cosa ti chiedo: studia per capire». Tratto da Aulablog.

La fortezza del Priamar

La fortezza del Priamar

Il 1 novembre 1944, un plotone d’esecuzione fascista esegue la condanna a morte di Giuseppe Baldassarre, Pietro Casari, Luigia Comatto, Franca Lanzone, Stefano Peluffo e Paola Garelli nel fossato della fortezza del Priamar di Savona.

Paola era una parrucchiera savonese di ventotto anni. Il suo nome in battaglia era Mirka, brigata S.A.P. Colombo, divisione partigiana “Gramsci”. Aveva il compito di assicurare il collegamento e il rifornimento alle formazioni partigiane operanti nel territorio. Nella notte tra il 14 e il 15 ottobre, fu arrestata nella sua casa da un reparto delle Brigate Nere di Savona, portata nei locali della federazione fascista savonese e là interrogata e seviziata. Prima di morire, scrisse alla sua bambina:
targa-partigiani-fortezza-priamarMimma cara,
la tua mamma se ne va pensandoti e amandoti, mia creatura adorata, sii buona, studia ed ubbidisci sempre gli zii che t’allevano, amali come fossi io. Io sono tranquilla.
Tu devi dire a tutti i nostri cari parenti, nonna e gli altri, che mi perdonino il dolore che do loro.
Non devi piangere né vergognarti per me. Quando sarai grande capirai meglio.
Ti chiedo una cosa sola: studia, io ti proteggerò dal cielo. Abbraccio con il pensiero te e tutti, ricordandoti.
La tua infelice mamma
aprile 15th, 2015

In lotta per la libertà

by gabriella

Guttuso napoli sotto assedioguttuso-gott-mit-unsGuttuso resistenza - 25 aprile

 

 

 

 

 

 

 

 

guttuso

aprile 14th, 2015

A Vladimir Majakovskij, Il tuo sparo fu simile a un Etna in un pianoro di vigliacchi

by gabriella

I versi In morte di Vladimir Majakovskij furono dedicati da Boris Pasternak al poeta, morto il 14 aprile 1930, ottantacinque anni fa. Nell’interpretazione di Carmelo Bene.

 

 

aprile 13th, 2015

Il tema di scienze umane. Vademecum per la seconda prova

by gabriella

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APPROCCIO GENERALE

1. Leggere attentamente il testo della prova, cercando di situare l’argomento e l’autore.
2. Consultare il dizionario per capire termini chiave del cui significato non si è certi o per controllare se il significato che si ha in mente è corretto.
3. Evitare di citare gli autori in modo strumentale (evitare cioè di costruire un periodo solo per esporre il pensiero dell’autore) e di sottolineare distinzioni disciplinari che hanno senso solo a scuola (es: “dal punto di vista sociologico .. invece, da quello psicologico ..”). Sviluppare invece un’analisi (se possibile, interdisciplinare) e in quel contesto citare l’autore/gli autori, i testi, i dibattiti.

 

COSTRUZIONE DEL TESTO

1. Riflettere dieci minuti su ciò che si ha da dire sull’argomento. Valutare spassionatamente le affermazioni che si pensa di fare, scartando luoghi comuni e banalità.
2. Stendere uno schema dello svolgimento con la seguente struttura:

aprile 13th, 2015

Emarginazione e marginalità. Esercitazione per la seconda prova

by gabriella

povertàEseguire l’esercitazione dopo aver letto il vademecum per la seconda prova. Servirsi del dizionario.

Il mondo in cui viviamo è contrassegnato sia da grande ricchezza che da estrema povertà. Vi è in esso una prosperità senza precedenti: il mondo è incomparabilmente più ricco di un tempo. Il massiccio controllo sulle risorse, la conoscenza e la tecnologia che noi ora diamo per scontate sarebbero state difficili da immaginare per i nostri antenati […]

aprile 10th, 2015

Mravinskij interprete di Shostakovich

by gabriella

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Evgenij Mravinskij (1903 – 1988)

Evgenij Alexandrovic Mravinskij è stato lo storico direttore d’orchestra della Filarmonica di Leningrado, con la quale ha collaborato per oltre cinquant’anni.

Dmitri Shostakovich

Dmitri Shostakovich (1906 – 1975)

Il video sottostante è la bellissima registrazione della sinfonia n. 7, op. 60 Leningrad di Shostakovich, opera che il musicista dedicò alla resistenza della sua città contro i nazisti.

Shostakovich, in Finlandia allo scoppio della guerra, rientrò in patria con l’intenzione di arruolarsi nell’Armata Rossa. Il 15 luglio 1941 iniziò la composizione della sinfonia che finì di scrivere il 27 dicembre.

Venne eseguita per la prima volta, sotto l’assedio tedesco, il 4 marzo 1942 e continuò ad essere eseguita sotto i bombardamenti fino alla liberazione della città,  il 18 gennaio 1944. Nella battaglia contro i nazisti la città aveva perso un milione e duecentocinquantamila abitanti.

 Sotto, la puntata dedicata all’assedio di Leningrado del documentario BBC degli anni ’70 The Unknown War, dedicato al ruolo dell’Unione Sovietica nella seconda guerra mondiale, grande rimosso della guerra fredda.

***

 

 

L’assedio di Leningrado

 

 


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