aprile 17th, 2014

Contro la pena di morte

by gabriella

In Iran, dove il principio della sanzione retributiva è sancito dalla sharia, i genitori di un ragazzo hanno salvato l’assassino del loro figlio dalla forca. Il macabro rituale iraniano prevede infatti che siano i parenti della vittima a stringere il cappio intorno al collo del colpevole e a dare il calcio alla sedia che lo sostiene. Sette anni fa Balal, vent’anni, aveva ucciso a coltellate Abdallah, ora sconterà una pena detentiva in carcere [tratto da un servizio di Repubblica].

Questo episodio mi ha fatto tornare in mente le parole di un padre di cui ho scordato il nome che, interrogato sulla pena che avrebbe voluto infliggere agli assassini di sua figlia, rispose di ritenere giusto che fosse lo stato a decidere, proprio perché in grado di trattenergli la mano e mettere la giustizia al posto della sua vendetta. Questi genitori iraniani hanno saputo oltrepassare persino il senso di giustizia e la sensibilità di quel padre.

Tutto è pronto per l'esecuzione

Tutto è pronto per l’esecuzione

aprile 17th, 2014

Bruno Montanari, Come si configura oggi il potere

by gabriella

potere-reteIn questo articolo, uscito sul Rasoio di Occam, il filosofo del diritto [Univ. di Catania e cattolica di Milano] illustra le trasformazioni contemporanee del lessico politico-giuridico nel quale la sequenza territorio – ordine – sistema è stata sostituita da quella di globalità – complessità – equilibrio. All’immagine piramidale del potere si è sostituita quella della rete, trama orizzontale e senza confini, determinata dalla forza dei suoi nodi [I lettori meno inclini ad addentrarsi nell'analisi filosofica, possono saltare la trattazione del punto 3].

1. Il comune cittadino, italiano e non solo, è quotidianamente sommerso da una cascata di notizie, che, per intensità di conseguenze, talora solo potenziali, appare somigliare ad un vero e proprio bombardamento. E del bombardamento, questo affluire incessante di notizie – eventi produce i suoi effetti più scontati: macerie.

macerie

macerie

Tra le macerie c’è chi continua a vivere e chi muore; nella esperienza che investe l’attuale ambiente sociale ciò che appare esser morto è l’idea stessa di società, di opinione pubblica, di diritto, di ordinamento giuridico, di legittimità istituzionale. Appaiono essere morte, cioè, quelle figure concettuali attraverso le quali il pensiero politico della “modernità” aveva stabilizzato la relazione tra gli uomini e il potere, imprimendo all’interpretazione di quest’ultimo una direzione sempre più “funzionale”, sostituendo via via gli aspetti “padronali”. Contemporaneamente, a supporto di una tale direzione, era emerso forte il consolidarsi di una idea di società come “opinione pubblica”, con la quale chi detiene il potere deve fare i conti[1].

aprile 14th, 2014

Domenico Moro, La natura dell’euro e la necessità della sua eliminazione

by gabriella

italiasprofondaL’euro è il cavallo di troia del XXI secolo, scrive Kappa di picche presentando il trailer di Una Grecia per amico. E’ uno strumento di redistribuzione di ricchezza dai più poveri ai più ricchi, sostiene Moro su Marx XXI. Per l’analisi marxiana sviluppata dall’economista, la moneta unica è infatti la risposta alla caduta del saggio di profitto dimezzatosi dal 1945 ad oggi.

“Sono sicuro che l’euro ci obbligherà ad introdurre una serie di strumenti di politica economica. È politicamente impossibile proporli ora. Ma un giorno ci sarà una crisi e nuovi Strumenti saranno creati.”

Romano Prodi, Financial Times, ottobre 2001

So bene che il Patto di stabilità è molto stupido, come tutte le decisioni che sono rigide.”

Romano Prodi, Le Monde, dicembre 2002

 

 

1. Una crisi di straordinaria gravità perché strutturale

Non ha senso parlare di ripresa economica, di lotta alla disoccupazione, di difesa del welfare e della democrazia in Italia o in Europa senza fare i conti con l’euro e senza assumere una posizione chiara in merito. Né è possibile procrastinare un tale chiarimento perché i dati ci dicono che quella in corso è la crisi economica più grave dal ’29, se non dall’unificazione d’Italia.

aprile 13th, 2014

Fabrizio Marcucci, Se i cani poliziotto entrano a scuola

by gabriella

antidrogaDue settimane fa un amico e collega ternano non ha permesso che la polizia interrompesse la sua lezione all’Istituto per Geometri per perquisire l’aula in cui si trovava. Nella mia, il reparto antidroga si è presentato a ricreazione, limitandosi a far perlustrare corridoi e bagni dai propri cani. Il nostro collega è stato censurato e sarà chiamato a rispondere del suo gesto, ma le sue ragioni sono inattaccabili: se a scuola entra la polizia, non possiamo che uscirne noi. Soltanto una scuola, una famiglia, una società che sentono estranei i propri figli e si considerano incapaci di guidarli possono abdicare al proprio ruolo e affidarlo ai cani poliziotto. Questo il senso del commento di Fabrizio Marcucci [Giornale dell'Umbria] che sottolinea come l’eventuale legalità dell’ingresso della polizia a scuola non ne assicuri la legittimità.

Chi commissiona e mette in atto la perquisizione delle scuole con cani poliziotto avrà le sue leggi di riferimento che dimostreranno che l’azione è legittima. L’ultima, a Terni pochi giorni fa, ha avuto un’eco nazionale perché un professore ha negato la perquisizione all’interno della  classe rifiutandosi di interrompere la lezione. Ora su di lui pende l’ipotesi di un’azione disciplinare. Ma il punto è che se anche la perquisizione fosse legittima, le manca comunque il conforto del buon senso.

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aprile 13th, 2014

Colin Crouch, Postdemocrazia

by gabriella

postdemocraziaLa recensione di Luca Baccelli al saggio del 2003 [Post democracy, Oxford, 2004; Laterza, 2003] di Colin Crouch, tratta da Jure gentium.

“[...]anche se le elezioni continuano a svolgersi e condizionare i governi, il dibattito elettorale è uno spettacolo saldamente controllato, condotto da gruppi rivali di professionisti esperti nelle tecniche di persuasione e si esercita su un numero ristretto di questioni selezionate da questi gruppi. La massa dei cittadini svolge un ruolo passivo, acquiescente, persino apatico, limitandosi a reagire ai segnali che riceve. A parte lo spettacolo della lotta elettorale, la politica viene decisa in privato dall’integrazione tra i governi eletti e le élite che rappresentano quasi esclusivamente interessi economici” (p. 6).

Questo è il modello di quella ‘sindrome’ che Colin Crouch definisce ‘postdemocrazia’. La tesi di questo volume è che i regimi rappresentativi esibiscono attualmente una tendenza a trasformarsi in postdemocrazie, percorrendo il ramo discendente di una parabola che ha toccato il suo vertice nella seconda metà del secolo XX, epoca di massima affermazione delle politiche egualitarie. Il tema della crisi della democrazia nell’epoca della retorica globale dei sistemi elettivi/rappresentativi – un topos della recente discussione politologica – è affrontato a partire da una critica della concezione liberale-elitista della democrazia che ha il merito di non indulgere in comode scorciatoie normativistiche (come viceversa avviene in molta teorizzazione contemporanea della democrazia deliberativa).

aprile 2nd, 2014

Gilles Deleuze, H comme Histoire de la philosophie

by gabriella

La storia della filosofia per Gilles Deleuze, tratto dall’intervista pubblicata postuma come Abécédaire Gilles Deleuze.

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aprile 1st, 2014

Sulla morte di Mohammad Al Durrah

by gabriella

AlDurrahIl 30 settembre 2000, muore a Gaza, durante la seconda intifada, la rivolta popolare esplosa nei territori palestinesi in reazione alla provocatoria passaggiata di Ariel Sharon sulla spianata delle moschee, il dodicenne Mohammed Al Durrah. Tre anni dopo i fatti, dopo un silenzio seguito all’iniziale ammissione di responsabilità di Israele nell’assassinio dei civili gazawi tra i quali il ragazzino, inizia una violenta campagna – in Francia e in Israele, con echi in tutto il mondo – contro Charles Enderlin, autore del reportage ritenuto un montaggio propagandistico con finalità di antisemitismo.
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marzo 31st, 2014

Jean-Jacques Rousseau

by gabriella
Rousseau

Jean-Jacques Rousseau (1712 – 1778)

Critico della politica e della vita associata, Rousseau ha condotto una riflessione globale sulla corruzione della natura umana nella vita sociale, dedicando gli sforzi più significativi alla costruzione degli strumenti politici ed educativi per modificare tale realtà.

Lettori, ricordatevi che quegli che vi parla non è né un sapiente né un filosofo, ma un uomo semplice, amico della verità, senza partito, senza sistema; un solitario che vivendo poco tra gli uomini, ha meno occasione di assorbire i loro pregiudizi, e più tempo per riflettere su ciò che lo colpisce quando ha rapporti con loro.

Émile, II

Ginevrino, la travagliata biografia intellettuale di Jean-Jacques Rousseau inizia nel decennio 1740-1750 con l’incontro con gli illuministi francesi. A Parigi, infatti – dove si era recato dopo essersi allontanato dalla residenza savoiarda di M.me de Warens che lo aveva accolto, appena diciassettenne, solo e sbandato, diventandogli madre, amica quindi amante – incontra Diderot che lo coinvolge nel progetto dell’Encyclopédie.

marzo 26th, 2014

Diminuiscono i lettori: il commento di Gino Roncaglia

by gabriella

L’ultima rilevazione ISTAT evidenzia una crisi generalizzata della lettura (-3%) che, nell’età scolare, ha avuto una diminuzione inquietante. Tra i bambini della scuola primaria i lettori (è considerato “lettore”: chi ha letto almeno un libro nell’ultimo anno) sono scesi in un anno del 4%, tra i ragazzi della secondaria inferiore del 3,6%, nella fascia d’età della secondaria superiore addirittura del 9,2%.

 

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marzo 24th, 2014

L’attentato di Via Rasella e il massacro delle Fosse Ardeatine

by gabriella

Nel settantesimo anniversario della strage delle Fosse Ardeatine.

 

il rastrellamento


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