Posts tagged ‘consenso’

Dicembre 3rd, 2013

Il potere

by gabriella

leviathanQuello del popolo «è più onesto fine che quello de’ grandi, volendo questi opprimere, e quello non essere oppresso».

Niccolò Machiavelli, Il Principe

Potere come forza, potere come consenso

Da un punto di vista sociologico, il potere non è una cosa, ma una relazione tra individui. Max Weber lo definisce come la capacità di ottenere obbedienza:

Il potere – infatti – è la possibilità che un individuo, agendo nell’ambito di una relazione sociale, faccia valere la propria volontà anche di fronte a un’opposizione [M. Weber, Economia e società].

A questa visione del potere come forza, cioè come capacità di ottenere un determinato comportamento anche contro la volontà degli individui, si aggiunge quella del potere come consenso, cioè come abilità (autorità) di suscitare consensoobbedienza nelle persone. Si tratta di una distinzione già anticipata da Machiavelli quando, nel Principe, si riferisce alle qualità del leone e delle volpe, metafore della forza e della persuasione.

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Giugno 12th, 2013

Gianfranco Bettin, Il conflitto sociale

by gabriella
scontri a Roma 15 ottobre 2011

scontri a Roma 15 ottobre 2011

Il corso monografico che il prof. Bettin (Unifi) ha dedicato al conflitto sociale (a.a 2001-2001).

1. Il conflitto nelle scienze sociali. 2. Il conflitto: una definizione sociologica e problematica. 3. Il conflitto sociale nel pensiero sociologico classico. 4. Ralf Dahrendorf: nuove tendenze del conflitto di classe. 5. Lewis Coser: genesi e forme del conflitto. 6. Dahrendotf e le dimensioni empiriche del conflitto. 7. Randall Collins: conflitto e mutamento istituzionale. 8. Conflitto e comunicazione nella sociologia di Niklas Luhmann. 9 Niklas Luhmann: conflitto e complessità. 10. I nuovi conflitti sociali. 11.Globalizzazione, società multiculturale e conflitti etnici. Bibliografia.

1.Il conflitto nelle scienze sociali

Il concetto di conflitto è senza dubbio un concetto centrale nell’apparato conoscitivo elaborato dalle scienze sociali contemporanee. La sua importanza è ampiamente testimoniata dalla vastissima bibliografia dedicata al tema da alcune discipline non sempre strettamente apparentabili come l’economia, l’antropologia culturale, la psicologia sociale e la sociologia. Non a caso il concetto di conflitto è stato adottato come una delle chiavi di lettura della variegata fenomenologia sociale del nostro tempo ed ha rappresentato il fulcro di una teoria generale dalle molteplici applicazioni da cui si è originata una disciplina distinta: la polemologia. Non è questa la sede più idonea per effettuare una rassegna delle definizioni che del conflitto sono state date anche perché ogni scienza sociale presenta una definizione specifica congruente con il suo punto di vista analitico ed insiste su di un ambito altrettanto specifico di applicazione. E’ comunque opportuno qualche esempio.

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Febbraio 24th, 2013

Affidabilità e strumentalità dei sondaggi elettorali

by gabriella

sondaggiIl periodico livornese SenzaSoste si è interrogato sull’affidabilità dei sondaggi elettorali, chiedendosi non solo quanto siano capaci di registrare gli effettivi spostamenti del consenso, ma anche in quale misura la loro evidente “riflessività” ne faccia strumenti di manipolazione dell’opinione a più livelli.

Quanto sono affidabili i sondaggi che hanno indirizzato il dibattito politico? Ce lo siamo chiesti in queste settimane. Con particolare attenzione al fatto che i sondaggi non influenzano solo il dibattito politico nazionale ma anche le posizioni di investimento e di speculazione, a breve e a medio termine, di banche, hedge fund, assicurazioni e anche della stessa Bce. Abbiamo rivolto così 5 domande ad una esperta, a livello internazionale, di valutazione di questo tipo di metodologie. 

L’intervista

1) Ovunque agenzie di sondaggi, con i loro prodotti, monopolizzano ormai il dibattito politico tutto l’anno. A tuo avviso cosa è veramente affidabile dei sondaggi pre-elettorali sia a medio che a breve termine?

Per rispondere a questa domanda parto da una premessa. Qualsiasi ricercatore sociale sa che, durante lo svolgimento di un’indagine, deve monitorare attentamente la cosiddetta ’attualità’, in quanto qualsiasi avvenimento, notizia, evento, potrebbe influenzare l’esito dell’indagine, soprattutto se questo coinvolge le opinioni. Questa preoccupazione è stata re-interpretata, soprattutto nell’utilizzo dei sondaggi, come opportunità per sondare / influenzare l’opinione pubblica. In altre parole, i sondaggi sono entrati a far parte integrante del complesso meccanismo chiamato “fabbrica dl consenso” (Chomsky?). Ciò è successo in due direzioni:
– il personaggio politico di turno diffonde una particolare idea, affermazione, proposta e “tasta” immediatamente l’umore della gente;
– si diffondono i risultati dei sondaggi perché in qualche modo possano influenzare gli orientamenti delle persone.
Ecco perché a chi mi chiede l’affidabilità dei sondaggi pre-elettorali, ricordo che è molto importante verificare chi fa i sondaggi e il loro legame con la macchina del consenso per poter capire la loro affidabilità.

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Gennaio 16th, 2013

Alessandra Sarchi, Architettura e fascismo

by gabriella

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Quale può essere il senso di tradurre e pubblicare in Italia oggi Della compattezza. Architetture e totalitarismi (traduzione Giacomo Raccis, Jaca Book 2012, pp. 73, euro 9), il saggio che il filosofo Miguel Abensour licenziò in Francia nel 1997 in aperta polemica con la riabilitazione in chiave culturale di Albert Speer, operata dal belga Léon Krier autore di una monografia sull’architetto del Führer?

La ragione principale potrebbe essere nel fatto che Della compattezza, delineando lo statuto tutt’altro che neutro dell’architettura all’interno di quella forma inedita di governo che fu il totalitarismo nazista, invita a riflettere sui meccanismi del consenso e su quelli della cancellazione di spirito critico non solo nel singolo bensì nelle masse. Un fenomeno che a ben pensarci ci tocca da vicino, anche se con altri mezzi. Siamo più di sette miliardi sul pianeta connessi da reti di scambio e di comunicazione, da interessi che scavalcano di molto i confini nazionali e i popoli, di fatto siamo oggi più che mai massa nell’accezione che Elias Canetti ha dato al termine nel saggio Massa e potere (1960).

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Ottobre 1st, 2011

L’antropologia politica di Niccolò Machiavelli

by gabriella

Niccolò Machiavelli (1469-1527)

Uno studio sull’antropologia del segretario fiorentino e un articolo di Mario Reale sull’attualità politica del Principe, pubblicato dal Rasoio di Occam.

Non si può dare soddisfazione ai grandi “sanza iniuria d’altri”, si può darla invece al popolo, perché quello del popolo “è più onesto fine che quello de’ grandi, volendo questi opprimere, e quello non essere oppresso”.

Il Principe

 

Indice

1. Niccolò Machiavelli e la teorizzazione dell’autonomia della politica

1.1 La posizione di Machiavelli
1.2 Il realismo di Machiavelli
1.3 La virtù del principe

 

2. L’antropologia politica

3. Due interpretazioni di Machiavelli

 

3.1 Il machiavellismo o l’autonomia della politica secondo Leo Strauss
3.2 La concezione aristotelica dell’uomo come zoón politikon
3.3 L’autonomia “relativa” della politica

 

4. L’etica
5. Mario Reale, Sull’attualità politica del Principe

 

1. Niccolò Machiavelli e la teorizzazione dell’autonomia della politica

1.1 La posizione di Machiavelli

Con Niccolò Machiavelli inizia una nuova epoca del pensiero politico: l’indagine politica tende infatti a staccarsi dal pensiero speculativo, etico e religioso, assumendo come canone metodologico il principio della specificità del proprio oggetto, che deve essere studiato (potremmo dire con espressione telesiana) iuxta propria principia, ossia autonomamente, senza essere condizionato da principi valevoli in altri ambiti, ma che solo indebitamente potrebbero essere fatti valere per l’indagine politica.

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