dicembre 27th, 2017

Cristina Cecchi, Il Neolitico e l’origine della diseguaglianza

by gabriella

Uno stralcio dell’articolo sulla diseguaglianza di Cristina Cecchi, pubblicato da Micromega.

Per ricostruire l’origine della diseguaglianza ci si può servire dei dati archeologici disponibili per i popoli antichi e dei dati antropologici per i popoli contemporanei [delle società tradizionali]. È l’operazione compiuta da Kent Flannery e Joyce Marcus con l’opera The Creation of Inequality: How Our Prehistoric Ancestors Set the Stage for Monarchy, Slavery, and Empire, pubblicato da Harvard University Press per la prima volta nel 2012 e tuttora inedito in Italia.

Chiunque siamo, ovunque viviamo, qualunque lingua parliamo, qualsiasi siano i nostri costumi e le nostre credenze e il colore della pelle, all’incirca due milioni di anni fa i nostri progenitori vivevano in Africa, erano neri ed erano eguali.

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dicembre 27th, 2017

Karl Marx, La cacciata dei contadini dalla terra

by gabriella

Dalle prime recinzioni descritte da Thomas More nel XVI secolo, alla massiccia espulsione dei contadini dalla terra del XVII e XVIII secolo. Marx fotografa questo momento fondativo del capitalismo che, nel primo libro del Capitale (sez. 24), chiama accumulazione originaria.

La sua tesi è che il modo di produzione capitalistico (cioè “moderno”, per usare il lessico attuale della sociologia), basato sullo sfruttamento del lavoro e l’accumulazione del profitto (capitale) si sviluppa sulla base di due condizioni: 1. la liberazione del lavoro dalla servitù feudale (nella quale il contadino era legato alla terra) e la nascita del lavoro salariato (in cui il proletario diventa libero di vendere le sue braccia per un salario) e 2. l’espulsione dei contadini dalla terra (con la prima pauperizzazione delle classi popolari, espropriati della capacità autonoma di reddito, legata al lavoro servile e alle libertà comunali).  

«Fu così che i contadini, dapprima espropriati con la forza delle proprie terre, cacciati dalle proprie case, trasformati in vagabondi e poi frustati, marchiati, torturati in base a leggi grottescamente terribili, furono condotti alla disciplina necessaria per il sistema salariale»

Karl Marx, Il capitale, I, VII.

La struttura economica della società capitalistica è uscita dal grembo della struttura economica della società feudale. La dissoluzione di questa ha messo in libertà gli elementi di quella.

Il produttore immediato, o diretto, cioè l’operaio, poteva disporre della sua persona solo dopo aver cessato d’essere legato alla gleba, e servo di un’altra persona o infeudato ad essa. Per divenire libero venditore di forza lavoro, che porta la sua merce dovunque essa trovi un mercato, doveva inoltre sottrarsi al dominio delle corporazioni di mestiere, delle loro clausole sugli apprendisti e sui garzoni, dei vincoli delle loro prescrizioni sul lavoro.

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dicembre 26th, 2017

Zoltan Zigegy, Diritti umani: una prospettiva marxiana

by gabriella

Questa Human Rights: A marxian perspective è un’avvincente storia dei diritti umani scritta dal punto di vista dei suoi detrattori marxisti. L’approccio di Zoltan Zigedy è ben rappresentato da una delle considerazioni finali, quando osserva:

È imperativo comprendere che i classici diritti umani borghesi, intesi come diritti negativi, ovvero quali diritti formali e procedurali alla libertà, hanno poco da offrire a coloro che non detengono i mezzi per godere della protezione che garantiscono.

La loro celebrazione da parte delle classi relativamente benestanti – quelle medio alte, in particolare delle nazioni economicamente avvantaggiate – non è condivisa da quanti sono in condizione di inferiorità economica. Tuttavia, ciò non toglie niente al loro valore. Così come le grandi ed uniche opere d’arte, chiunque è in grado di apprezzarne l’esistenza, ma pochi ne traggono conforto nella lotta quotidiana per la vita.

Il saggio è stato pubblicato su PhilosophersForChange.org e tradotto da SinistraInRete. Ne propongo una versione rivisitata e resa un po’ più leggibile per giovani lettori liceali, come prosecuzione della riflessione sull’eguaglianza sostanziale (da Jacques Roux all’art. 3 comma 2 C.I.) contenuta nello studio sulla modernizzazione.

Cronache di Froissart, La morte di Wat Tyler

Per quasi trecentocinquanta anni, i diritti umani sono stati un importante, se non dominante, strumento dell’impegno mirante alla giustizia sociale. [….]

Prima del XVII secolo, la giustizia sociale veniva promossa, il più delle volte, attraverso una lingua diversa da quella dei diritti umani. Se bisogna dare credito alle Chroniques di Froissart, le Jacquerie della campagna francese ed i contadini inglesi coinvolti nella rivolta del 1381 non possedevano una vera e propria nozione di diritti umani universali. […] Essi non reclamavano i propri diritti – poiché non ne avevano conoscenza – bensì equità e un trattamento umano.

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dicembre 22nd, 2017

Max Weber, L’ascesi intramondana e lo spirito del capitalismo

by gabriella
Max Weber

Max Weber (1864- 1920)

In questo brano dell’Etica protestante e lo spirito del capitalismo, Weber prende in esame gli scritti del predicatore puritano Richard Baxter, autore in cui si trova, a suo giudizio, la forma più compiuta ed influente del particolare tipo di ascesi intramondana proprio dell’ethos capitalistico. A differenza dell’etica protocristiana e paolina, la morale puritana non condanna la ricchezza, ma l’adagiarsi nel possesso e nell’ozio improduttivo, eticamente smidollato e odioso agli occhi di Dio che prescrive invece il lavoro a sua lode e gloria. E’ di qui che nasce anche la caratteristica condanna della povertà e la colpevolizzazione di chi resta ai margini tipica del sentire tory.

Per individuare i nessi che collegano le rappresentazioni religiose fondamentali del protestantesimo ascetico con le massime della vita economica quotidiana, occorre in primo luogo menzionare quegli scritti teologici che sono sicuramente nati dalla prassi della cura delle anime. Poiché in un’epoca in cui l’aldilà era tutto, dall’ammissione all’eucaristia dipendeva la posizione sociale del cristiano, l’opera dei religiosi, con la cura delle anime, la disciplina ecclesiastica e la predica, esercitava un’influenza che noi moderni non possiamo neanche più immaginare […] le forze religiose che si affermano in tale praxis hanno plasmato il «carattere popolare» in maniera decisiva e determinante.

Richard Baxter

Richard Baxter (1615 – 1691)

[…] Ora, se prendiamo in mano l’Eterna quiete dei santi di [Richard] Baxter e il suo Christian Directory, o anche lavori affini di altri, i giudizi sulla ricchezza e sulla sua acquisizione colpiscono immediatamente […]. La ricchezza in quanto tale è un grande pericolo, le sue tentazioni sono continue, il suo desiderio e la sua ricerca non sono solo assurdi, rispetto al valore incomparabilmente superiore del Regno di Dio, sono anche moralmente incresciosi.

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dicembre 22nd, 2017

Il luddismo

by gabriella
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La distruzione delle macchine

Il luddismo – dal nome di Ned Ludd, leggendario caporivolta, probabilmente mai esistito, che avrebbe ispirato la distruzione dei telai meccanici – è stato un movimento di sabotaggio industriale esploso in Inghilterra dal 1811 al 1816 e dilagato anche nelle campagne con le gesta del capitano Swing.

Fu la risposta di molti lavoratori a cambiamenti che avevano ripercussioni su tutto il loro stile di vita, soprattutto attraverso la mobilitazione del lavoro di donne e bambini al posto di quello di uomini esperti.  Nel commento di un contemporaneo:

[ciò] ha avuto in primo luogo l’effetto che il lavoro adulto non abbia più valore di quello dei bambini o delle donne; i lavoratori uomini sono ridotti a meri osservatori ed esecutori dei voleri della macchina, che non richiede per la gran parte delle sue operazioni un impegno fisico o intellettuale; e il maschio adulto ha iniziato ad andare via, è stato sostituito da coloro che nell’ordine tradizionale dipendevano da lui per il loro sostegno. [Questo] ha preparato la strada alla rottura dei legami che tenevano insieme una società, e che erano le basi della felicità domestica e del valore nazionale [Gaskell, 1968, 144-5].

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dicembre 22nd, 2017

George Gordon Byron, Discorso sul luddismo

by gabriella
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George Gordon Byron (1788 – 1824)

Nel 1812, allarmato dal dilagare degli episodi di luddismo, il governo inglese decise di emanare il famigerato Frame Breaking Bill che infliggeva la pena capitale a chi distruggeva i telai meccanici, reato fino ad allora punito con la deportazione da sette a quattordici anni. La legge venne approvata a grande maggioranza da un Parlamento preoccupato dall’estensione della rivolta popolare.

Alla Camera dei Lord l’unica voce contraria fu quella del poeta Lord Byron, che il 27 febbraio 1812 pronunciò uno storico discorso in cui si scagliava contro la crudeltà di una legge che trascurava di soccorrere un popolo allo stremo e ne inaspriva la condizione con la violenza degna di «una giuria di becchini e un giudice servo».

Il testo è tratto da Opere di Lord Byron voltate dall’originale inglese in prosa italiana da Carlo Rusconi [Padova, 1842, pp. 171-174] di cui ho riformulato la traduzione, ormai antiquata.

«Alcuni pensarono, senza dubbio, che è scioccante
quando la fame invoca e la povertà geme
che la vita sia valutata ancor meno di una merce
E che rompere un telaio
conduca a rompere le ossa .
Se almeno questo mostrasse d’essere, lo spero, un segno
(e chi rifiuterebbe di condividere questa speranza)
che le carcasse degli sciocchi saranno le prime ad essere rotte.
Di quelli che, quando gli si domanda un rimedio,
Raccomandano una corda».
George Gordon Byron,

Signori,

il soggetto sottoposto in questo momento per la prima volta alle Signorie Vostre, sebbene nuovo per la Camera, non lo è certo per il paese. Questa controversia aveva attirato l’attenzione di ogni tipo di persone, prima che venisse a quella dei legislatori, i quali erano i soli a poter intervenire in modo davvero utile. Benché straniero non solo a questa Camera, ma anche a quasi tutti quelli di cui oso implorare l’attenzione, la conoscenza personale che ho delle sciagure della contea di cui ci stiamo occupando, mi spinge a reclamare l’indulgenza delle Signorie Vostre, per le ragioni che ho da sottoporvi in questa materia alla quale, lo confesso, mi sento assai interessato.
dicembre 22nd, 2017

La giornata dell’Australia

by gabriella

L’articolo che il giornalista John Pilger ha dedicato alla Giornata dell’Australia, la manifestazione commemorativa della colonizzazione dell’isola, iniziata il 26 gennaio 1788. Tratto dal blog di Mauro Poggi.

Il 26 gennaio in Australia si celebra uno dei più tristi giorni nella storia dell’umanità. È “un giorno per le famiglie”, dice il magnate dell’editoria Rupert Murdoch. Vengono distribuite bandiere nelle strade, si indossano buffi cappelli. La gente manifesta il proprio orgoglio di comunità, la propria gratitudine.

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dicembre 22nd, 2017

André Gorz, L’invenzione del lavoro

by gabriella

André-GorzIn queste pagine, tratte da Metamorfosi del lavoro [Métamorphoses du travail. Quête du sens Critique de la raison économique, 1988, trad. it. Bollati, 1992, pp. 21-32] Gorz illustra la grande trasformazione dell’industrialismo con la quale «l’attività produttiva si separava dal suo senso, dalle sue motivazioni e dal suo oggetto per diventare il semplice mezzo per guadagnare un salario, cessa[ndo] di far parte della vita per diventare il mezzo per “guadagnarsi da vivere”».

Gorz getta lo sguardo su un meccanismo di alienazione tanto quanto di soggettivazione, nella fase storica in cui, come osserva in un altro scritto, a partire dagli anni ’80 «stiamo uscendo dalla società del lavoro senza crearne nessun’altra».

 

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dicembre 20th, 2017

Il Sol invictus

by gabriella

Mentre si discute accanitamente di conservazione delle tradizioni e dell’identità cristiana e di diritto dei bambini al Natale della grotta e della cometa a scuola, può essere utile ascoltare la lezione dei teologi sull’origine di queste tradizioni.

Il testo seguente è tratto da Chi ci aiuta a vivere? Su Dio e l’uomo [Queriniana, 2006, pp. 97-103] di Joseph Ratzinger.

In coda un articolo di Cecilia Calamani.

“Il mondo in cui sorse la festa di Natale era dominato da un sentimento che è molto simile al nostro. Si trattava di un mondo in cui il ‘crepuscolo degli dèi’ non era uno slogan, ma un fatto reale. Gli antichi dei erano a un tratto divenuti irreali: non esistevano più, la gente non riusciva più a credere ciò che per generazioni aveva dato senso e stabilità alla vita. Ma l’uomo non può vivere senza senso, ne ha bisogno come del pane quotidiano. Così, tramontati gli antichi astri, egli dovette cercare nuove luci. Ma dov’erano?

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dicembre 20th, 2017

Lettura e dispersione scolastica

by gabriella

dropoutUna ricognizione del problema del Dropout o dispersione scolastica e i risultati dell’indagine condotta nel nostro Liceo nell’a.s. 2015/2016 in collaborazione con la cattedra di Pedagogia sperimentale del Dipartimento di Filosofia e Scienze umane dell’UniPg.

Il progetto Schola del Dipartimento di Filosofia a cui la scuola ha partecipato nell’a.s. 2016/17.

La videolezione TED (con testo italiano) di Ken Robinson: How to escape education’s death valley.

In coda i materiali del convegno su Lettura e dispersione scolastica tenutosi il 20 dicembre 2017 presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze umane (FISSUF) dell’Università di Perugia.

I cosiddetti dropout sono studenti rinunciatari che, per diverse ragioni, si sono ritirati dagli Istituti scolastici. Il termine drop-out, infatti, significa “caduti fuori”, e si riferisce appunto a quei ragazzi che “abbandonano”. Per “abbandono scolastico” si intende l’abbandono dell’istruzione e della formazione prima del completamento dell’istruzione secondaria superiore o dei suoi equivalenti nella formazione professionale.

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