Archive for Luglio, 2013

17 Luglio, 2013

Scienze umane. Primo liceo

by gabriella

Programma ufficiale dettagliato A.S. 2013/14 (1F); A.S. 2011/2012 (1D). Le Indicazioni nazionali sono in coda al post.

 

Le scienze umane

1. Che cosa sono le scienze umane
2. Vedere la realtà sociale: il punto di vista psicologico, pedagogico, sociologico  [Analisi di Pink Floyd, The Wall]; Un esempio: capire la guerra]

2.1 Social art [Pawel  Kuczynski; Banksy [La critica sociale di Banksy a Gaza; Lo sguardo di Banksy]

3. Scienza, opinione e senso comune [La previsione scientifica; ]

 

Il metodo di studio

1. Saper leggere;
2. Riassumere
3. Prendere appunti [Scrivere in corsivo, leggere un libro]
4. 
Memorizzare efficacemente

 

PandoraAntropologia

Tra animali e dèi

1. Dèi e mortali [Jean-Pierre Vernant, L’età dell’oro; Prometeo, La condizione umana; Pandora, La figura della donna nel mito greco; Il mito [prima parte]; Il simbolo]
2. Natura vs cultura: uomini non si nasce, si diventa [I ragazzi selvaggi; Bruner, Il bisogno umano di educazione e la neotenia]

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16 Luglio, 2013

Scienze umane. Terzo liceo

by gabriella

Le indicazioni nazionali sono in coda al post.

 

Psicologia

1. psicologiaLa psicanalisi [Sigmund Freud, Cinque conferenze sulla psicanalisi [Sigmund Freud, Il disagio della civiltà (passi scelti); Franco Toscani, Freud, Marcuse, Il disagio della civiltà; La biografia di Sigmund Freud 1; 2; 3; Freud, passioni segrete]

2. La psicologia sociale

2.1 L’attribuzione [Philip Zimbardo, L’origine del male e l’effetto Lucifero; Umberto Galimberti, Cattivi; Rudolf Hoess, Lettera al figlioL’obbedienza all’autorità e l’esperimento di Milgram]

2.2 Altri problemi di psicologia sociale [L’indifferenza del passante e il caso di Kitty Genovese]

 

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16 Luglio, 2013

Scienze umane. Secondo liceo

by gabriella
15 Luglio, 2013

Scienze umane. Quarto liceo

by gabriella

Le Indicazioni nazionali sono in coda al post.

Scaletta a.s. 2022/23

Filosofia – Antropologia – Psicologia

psicologia

1.  Soggettività e natura umana

1.1 La natura umana [Esiste una natura umana?; Linguaggio, indeterminatezza, neotenia]
1.3 Le basi biologiche della socialità [I neuroni specchio; Paolo Virno, Neuroni mirror, negazione linguistica, reciproco riconoscimento]

 

Sociologia

Temi

1. La modernizzazione [Thomas More, Enclosure e «pecore carnivore»; Friedrich Engels, La situazione della classe operaia in Inghilterra; Karl Marx, La cacciata dei contadini dalle terre; Adriano Prosperi, Dalla proprietà comune alla proprietà privata; Jack London, La proprietà privata contro la persona umana; Cristina Cecchi, Il Neolitico e l’origine della diseguaglianza; George Gordon Byron, Discorso sul luddismo; Il luddismoLa giornata dell’Australia; André Gorz, L’invenzione del lavoro; Maximilien Robespierre, Proposta di una Nuova Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino; In Time; Max Weber, L’ascesi intramondana e lo spirito del capitalismo; La giornata dell’Australia]

2. Diseguaglianze e stratificazione sociale

2.1 Le diseguaglianze economiche [Le diseguaglianze economiche; [Horkheimer, La struttura sociale del presente]

2.2 Le diseguaglianze sociali Sikh man at the Golden Temple in Amritsar

2.2.2 Mobilità umana, immigrazione, razzismo [Stranieri Alessandro Dal Lago, Qualcuno da odiareMigranti; John Steinbeck, Maledetti Okis; Giorgio Mariani, I reietti migranti di Steinbeck nella Grande Depressione; Enrico Pozzi, Lo straniero; Georg Simmel, Excursus sullo straniero; Gli stereotipi sulle migrazioniLa logica del razzismo; Ebrei L’antisemitismo religioso; Anton Checov, Il violino di Rotschild; Anne Grynberg, L’hitlerismo; Rom Chi ha paura dei rom?; Valeriu Nicolae, E’ magnifico essere rom; Santino Spinelli, Rom, genti libere; Sabina Tosi Cambini, Chi ruba i bambiniBlack people Storia della schiavitù; Storia per immagini dei movimenti antisegregazionisti americani; Malcolm X, con ogni mezzo necessario; Jesse Owens e Tommie SmithMandela Razzismo Vittorio Lingiardi, Razzismo e neuroscienzeIl Manifesto della razza; Francesco Cecchini, Ascari e massacri fascisti in Eritrea; Gianluca Gabrielli, Scuola di razzaGli zoo umani]

2.2.3 Sessualità e genere [Condizione femminile Breve storia del femminismoFriedrich Engels, L’origine della famiglia; John Stuart Mill, La servitù delle donne; Simone de Beauvoir, Donne non si nasce si diventa; Paolo Ercolani, La filosofia delle donne: uguaglianza, differenza, indifferenza; Il sessismo della società americana nelle immagini pubblicitarie degli anni ’50]

 

Antropologia

1. La parentela [con il programma di psicologia e sociologia] Massimo Recalcati, Incubi della modernità: madre coccodrillo o madre narciso

1.1 La famiglia

1.2 L’amore e la famiglia contemporanea [con i programmi di psicologia, antropologia, pedagogia] [Zygmunt Bauman, Amore liquidoEva Illouz, Perché l’amore fa soffrire]

1.3 Sulla natura culturale dei sentimenti [La psicologia di Aristotele; Le emozioni; Umberto Galimberti, Prof. Cosa me ne faccio di Dante; Gabriel Tarde, Sulla natura culturale dei sentimenti]

2. L’ambiente e le forme di società

2.1 Orizzontalità sociale e nomadismo [Pierre Clastres, L’anarchia selvaggia; P. Clastres, La questione del potere nelle società primitive; P. Clastres, Introduzione a M. Sahlins, Economia primitiva, economia dell’abbondanzaIl rapporto dei popoli nativi con la naturaIl fascino dell’obbedienza; Etienne de la Boétie, Discorso sulla servitù volontaria]

3. Controllo delle risorse, produzione, potere [Il mercato: ordine naturale o costruzione sociale?; Karl Polanyi, La società di mercato; Karl Polanyi, La fallacia economicista; Pierre Clastres, Tabu alimentare, obbligo di scambio e legame sociale presso i Guayaki; Marco Aime, Il dono; Jacques Godbout, Il dono, il debito, l’identità; Malinovski, Il kula presso i Trobriand]

 

Pedagogia

psicologia1. Dalla paideia alla pedagogia moderna
2. Lutero
3. Comenio
4. Locke e l’educazione del gentleman
5. Rousseau
6. L’Illuminismo e il diritto all’istruzione [Condorcet, L’educazione come emancipazione
7. Kant, l’educazione come umanizzazione
8. Dall’ideale emancipativo dei Lumi all’ideale filantropico dei Romantici (da Herder a Herbart)
9. Durkheim, l’educazione come riproduzione sociale [L’attimo fuggente]
10. Natalia Ginzburg, L’educazione moderna o delle piccole virtù

 

Letture ed esercitazioni estive

orwellil condominioregno

passioni tristizolaLeggere Orwell e uno a scelta tra Zola, Ballard, Benasayag, Mann.

1. Massimo Recalcati, L’uomo senza inconscio, Milano, Raffaello Cortina, 2010
2. George Orwell, 1984, Milano, Mondadori, 2002, € 9,35
3. Émile Zola, Al paradiso delle signore, Milano, Adelphi, 2001, € 9,00
4. James G. Ballard, Regno a venire, Milano, Feltrinelli, 2006, € 9,50
5. James G. Ballard, Il condominio, Milano, Feltrinelli, 2003, € 7,50
6. Miguel Bensayag, Carl Schmit, L’epoca delle passioni tristi, Feltrinelli, 2004; € 9,00.
7. Thomas Mann, I Buddenbrook, Milano, Garzanti, 2008, € 10,20
8. Thomas Mann, La montagna incantata, Milano, Corbaccio, 2011, € 14,92

 

Consigliati i seguenti film:

1. L’attimo fuggente (Dead Poets Society) di Peter Weir, 1989 [Educazione come autorealizzazione o come adattamento].
2. Pane e libertà di Alberto Negrin, 2009 [Sceneggiato Rai dedicato alla figura di Giuseppe Di Vittorio. Sui concetti di emancipazione e autoeducazione].
3. C’era una volta la città dei matti di Marco Turco, 2009 [Sceneggiato rai in due puntate dedicato alla figura di Franco Basaglia. Sul manicomio, le istituzioni totali, la malattia mentale, i trattamenti sanitari inumani, l’elettrochoc].

l attimo fuggentec'era una voltapane e libertà

 

Indicazioni nazionali per il Liceo di Scienze Umane

Pedagogia

Secondo biennio

d) l’educazione nell’epoca della Controriforma; e) l’educazione dell’uomo borghese e la nascita della scuola popolare;
f) l’Illuminismo e il diritto all’istruzione;

g) la valorizzazione dell’infanzia in quanto età specifica dell’uomo;
h) educazione, pedagogia e scuola nel primo Ottocento italiano;
i) pedagogia, scuola e società nel positivismo europeo ed italiano.

La presentazione delle varie tematiche sarà principalmente svolta attraverso l’analisi di documenti, testimonianze e opere relative a ciascun periodo, con particolare riferimento a [continua dalla programmazione del terzo liceo] Comenio, Locke, Rousseau, Pestalozzi, Fröbel, Aporti, Rosmini, Durkheim, Gabelli.

 

Sociologia

Secondo biennio

[Gli autori e teorie sociologiche sono affrontati nel quinto anno]

 

Antropologia

Lo studente acquisisce le nozioni fondamentali relative al significato che la cultura riveste per l’uomo, comprende le diversità culturali e le ragioni che le hanno determinate anche in collegamento con il loro disporsi nello spazio geografico. In particolare saranno affrontate in correlazione con gli studi storici e le altre scienze umane:

b) le diverse culture e le loro poliedricità e specificità riguardo all’adattamento all’ambiente, alle modalità di conoscenza, alla dimensione religiosa e rituale, all’organizzazione dell’economia e della vita politica;

15 Luglio, 2013

Scienze umane. Quinto liceo

by gabriella

I contenuti della didattica dell’ultimo anno di Sociologia, Antropologia e Pedagogia con alcuni percorsi interdisciplinari e le Indicazioni Nazionali. 

In coda le indicazioni ministeriali sul nuovo colloquio dell’esame di stato e temi di Cittadinanza e Costituzione.

 

Sociologia

La critica weberiana al materialismo storicoIndicazioni nazionali: In correlazione con gli studi storici e le altre scienze umane lo studente affronta i seguenti contenuti:

le diverse teorie sociologiche e i diversi modi di intendere individuo e società ad esse sottesi. Teorie e temi possono essere illustrati attraverso la lettura di pagine significative tratte dalle opere dei principali classici della sociologia quali Compte, Marx, Durkheim, Weber, Pareto, Parsons. E’ prevista la lettura di un classico del pensiero sociologico eventualmente anche in forma antologizzata.

alcuni problemi/concetti fondamentali della sociologia: l’istituzione, la socializzazione, la devianza, la mobilità sociale, la comunicazione e i mezzi di  comunicazione di massa, la secolarizzazione, la critica della società di massa, la società totalitaria, la società democratica, i processi di globalizzazione;

il contesto socio-culturale in cui nasce e si sviluppa il modello occidentale di welfare state;
– gli elementi essenziali dell’indagine sociologica “sul campo”, con particolare riferimento all’applicazione della sociologia all’ambito delle politiche di cura e di servizio alla persona: le politiche della salute, quelle per la famiglia e l’istruzione nonché l’attenzione ai disabili specialmente in ambito scolastico.

Per ciascuno di questi temi è prevista la lettura di pagine significative tratte da autori classici e contemporanei.

1. Socializzazione, devianza, stratificazione sociale e diseguaglianza nei classici della sociologia

1.1 Introduzione
1.2 Comte [Il potere è necessario e naturale]
1.3 Marx [Il Manifesto del Partito comunista]
1.4 Durkheim
1.5 Weber [L’ascesi intramondana e lo spirito del capitalismo]
1.6 Pareto
1.7 Parsons [Charles Wright Mills e la sociologia americana; L’immaginazione sociologica]

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11 Luglio, 2013

Maria Mantello, L’ateo, il credente, il chierico

by gabriella

L’articolo, uscito nel giugno 2006 sul Rasoio di Occam, spiega perché il mondo religioso continua a non tollerare la presenza dell’ateismo.

Indice

1. Giochi definitori in giogo religioso
2. La paura dell’ateismo
3. Globalizzazione cattolica e defezione democratica

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9 Luglio, 2013

Umberto Galimberti, Watzlawick

by gabriella
Watzlawick

Paul Watzlawick (1921 – 2007)

L’articolo dedicato da Galiberti a Watzlawick in occasione della morte, avvenuta nel 2007. La Repubblica, 04.04.2007.

Paul Watzlawick, morto ieri nella sua casa di Palo Alto in California all’età di 85 anni, è lo psicologo che meglio di tutti è riuscito a coniugare i problemi della psiche con quelli del pensiero e quindi a sollevare le tematiche psicologiche al livello che a loro compete, perché ad “ammalarsi” non è solo la nostra anima, ma anche le nostre idee che, quando sono sbagliate, intralciano e complicano la nostra vita Watzlawickrendendola infelice. E proprio Istruzioni per rendersi infelici, che Feltrinelli pubblicò nel 1984 facendo undici edizioni in due anni, è stato il libro che ha reso noto Watzlawick in Italia al grande pubblico.

Nato a Villach, in Austria, nel 1921, nel 1949 Watzlawick ha conseguito la laurea in lingue moderne e filosofia all’Università di Venezia. L’anno successivo prese a frequentare l’Istituto di Psicologia analitica di Zurigo dove nel 1954 conseguì il diploma di analista. Dal 1957 al 1960 ottenne la cattedra di psicoterapia presso l’Università di El Salvador e dal 1960 si trasferì al Mental Research Institute di Palo Alto dove lavorò con Don D. Jackson, Janet Helmick Beavin e Gregory Bateson, diventando il massimo studioso della pragmatica della comunicazione umana, delle teorie del cambiamento, del costruttivismo radicale e della teoria breve fondata sulla modificazione delle idee con cui ci costruiamo la nostra “immagine” del mondo, spesso dissonante con la “realtà” del mondo.

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7 Luglio, 2013

Karl Polanyi, La fallacia economicista

by gabriella

Karl-PolanyiTratto da K. Polanyi, The Livelihood of Man (1971) trad. it. La sussistenza dell’uomo, Einaudi, Torino, 1983, pp. 28-36 e 42-47.

Il passo cruciale fu costituito dalla trasformazione del lavoro e della terra in merci; ossia, essi furono trattati come se fossero stati prodotti per essere venduti. Naturalmente essi non erano propriamente merci, poiché non erano affatto prodotti (come la terra), oppure lo erano ma non a scopo di vendita (come il lavoro).
Eppure non fu mai escogitata finzione più efficace […].
La vera portata di un passo del genere può essere valutata se teniamo presente che «lavoro» e «terra» non sono altro che modi alternativi di definire, rispettivamente, l’uomo e la natura. La finzione della merce affidò il destino dell’uomo e della natura al giuoco di un automa che si muoveva nelle sue guide ed era governato dalle sue leggi.

Karl Polanyi

Gli sforzi compiuti per giungere ad una visione più realistica del problema generale posto alla nostra generazione dalla sussistenza umana si imbattono fin dall’inizio in un ostacolo formidabile: un’abitudine mentale inveterata caratteristica delle condizioni di vita di quel tipo di economia che il secolo XIX ha creato in tutte le società industrializzate. Questa mentalità si esprime nel modo di ragionare legato alle pratiche di mercato. In questo capitolo sarà nostro compito rilevare preliminarmente le falla cui quel modo di pensare ha dato origine e, incidentalmente, spiegare alcune delle ragioni per cui queste fallacie hanno influenzato così capillarmente il pensiero delle nostre società.

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7 Luglio, 2013

Karl Polanyi, La società di mercato

by gabriella

Il banchiere e sua moglie, 1514 [particolare] - particolareTratto da Per un nuovo occidente che raccoglie testi di Polany scritti dal 1919 al 1958 [Il Saggiatore, 2013]. Grazie a Ilaria Monti per la segnalazione.

La società nella quale viviamo, a differenza delle società tribali, ancestrali o feudali, è una società di mercato.

L’istituzione del mercato costituisce qui l’organizzazione di base della comunità. Il legame di sangue, il culto degli antenati, la fedeltà feudale sono sostituiti dalle relazioni di mercato. Una siffatta condizione è nuova, in quanto un meccanismo istituzionalizzato offerta/ domanda/ prezzo, ossia un mercato, non è mai stato nulla più che una caratteristica secondaria della vita sociale.

Al contrario, gli elementi del sistema economico si trovavano, di regola, incorporati in sistemi diversi dalle relazioni economiche, come la parentela, la religione o il carisma. I moventi che spingevano gli individui a prendere parte alle istituzioni economiche non erano, solitamente, di per sé «economici », ossia non derivavano dal timore di rimanere altrimenti privi degli elementari mezzi di sussistenza. Quel che era ignoto alla maggior parte delle società – o meglio a tutte le società, a eccezione di quelle del laissez-faire classico, o modellate su di esso – era esattamente la paura di morire di fame, quale specifico stimolo individuale a cacciare, raccogliere, coltivare, mietere.

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7 Luglio, 2013

Giovanna Cracco, Guerra, capitalismo e ipocrisia pacifista

by gabriella

SiriaIl Conflict Barometer, la pubblicazione annuale dell’Heidelberg Institute for International Conflict Research, per il 2012 registra 396 confitti in corso nell’intero pianeta, nove in più rispetto al 2011 – occorre sottolineare che secondo la metodologia utilizzata per la classificazione, all’interno di un Paese o fra Paesi diversi possono esistere più confitti contemporaneamente, a seconda degli attori (Stati, gruppi, fazioni) coinvolti. 188 sono classificati “confitti non violenti” (105 controversie e 83 crisi), 43 “guerre altamente violente” e 165 “crisi violente”, per un totale quindi di 208 confitti armati, il numero più alto mai registrato dall’istituto a partire dal 1945.

I principali teatri sono l’Africa sub-sahariana (19 guerre e 37 confitti violenti), la zona dell’Asia e dell’Oceania (10 guerre e 55 confitti), il Medioriente e l’area del Maghreb (9 guerre e 36 confitti). Angola, Chad, Congo, Etiopia, Niger, Sudan, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria le guerre maggiormente note all’opinione pubblica, ma nulla rende più l’idea della localizzazione dei confitti dello sguardo d’insieme che può offrire una mappa (vedi figura 1).

Il Rapporto Sipri 2013 (Stockholm International Peace Research Institute), relativo all’anno 2012 e pubblicato ad aprile scorso, denuncia una spesa militare globale di 1.753 miliardi di dollari, pari al 2,5% del pil mondiale. Nel conteggio sono inclusi acquisti di armamenti, spese per il personale civile, militare e paramilitare, spese di ricerca, spese per le missioni, comprese quelle definite di peacekeeping, e le spese a vario titolo contenute nei bilanci dei ministeri della Difesa dei diversi Stati.

Figura 1. Fonte: Conflict Barometer 2012, Heidelberg Institute for International Conflict Research

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